L’Italia investe nella cybersecurity

Cybersecurity_sliderE’ nato il comitato nazionale per la ricerca nella sicurezza informatica. Cnr e Cini i promotori

 

ROMA – Il mondo della ricerca si attrezza per respingere gli attacchi cyber e riunisce le proprie eccellenze dando vita al nuovo Comitato nazionale per la ricerca in Cybersecurity. Obiettivo del Comitato sarà coordinare le capacità nazionali anche a livello internazionale, per aiutare il sistema Paese. A dare il via al nuovo organismo è stato l’accordo siglato ieri dal presidente del Cnr, Massimo Inguscio, e dal presidente del Cini (Consorzio interuniversitario nazionale per l’informatica), Paolo Prinetto, alla presenza del prefetto Alessandro Pansa, direttore generale del  Dipartimento delle informazioni per la sicurezza della Repubblica  della Presidenza del Consiglio dei ministri.

La firma segue di qualche giorno la riunione dei ministri per la Sicurezza della Repubblica a cui il presidente del consiglio Paolo Gentiloni ha promesso un decreto che riorganizza le funzioni dello stesso comitato e pone in capo ai servizi segreti del prefetto Alessandro Pansa il compito di coordinare il lavoro necessario a mettere in sicurezza l’Italia. “Lo Stato sarà il committente delle tecnologie sviluppate da questo laboratorio – ha spiegato Pansa – perché soltanto garantendo la sicurezza delle nostre infrastrutture l’Italia potrà entrare nella modernità”.

A capo del nuovo Comitato ci sarà Roberto Baldoni, già direttore del Laboratorio nazionale di cybersecurity del Cini. Il Consorzio è costituito da 39 università pubbliche, 1.300 docenti coinvolti, e 8 laboratori tematici su Ict, multimedialità e big data, tecnologie assistive, smart cities, scienze della vita, informatica e diritti, cybersecurity. Il Cini metterà in campo 300 ricercatori delle 44 università consorziate, il Cnr metterà a disposizione 100 esperti.

“Insomma lo stato vuole mettere in campo le sue risorse migliori – spiega Pierluigi Paganini, (Chief Information Security Officer presso Bit4Id, azienda leader nella fornitura di soluzioni per l’Identity Management, collaboratore del ministero dell’Economia, capo editore per la nota rivista statunitense Cyber Defense Magazine, autore di molteplici pubblicazioni nel settore della Sicurezza Informatica) – per mettere il sale sulla coda ai delinquenti che tra cyberattacchi e fake news potrebbero cercare di destabilizzare anche il nostro paese”. 

“Lo sviluppo delle tecnologie per la cybersecurity – ha sottolineatonell’occasione il presidente del Cnr, Massimo Inguscio – non è solo un’esigenza per la sicurezza del Paese, ma anche una grande opportunità di sviluppo. È infatti un settore in continua quanto veloce evoluzione”. Inguscio ha rimarcato che “il mercato mondiale della sicurezza informatica è destinato a raddoppiare nel giro di pochi anni, dai 75 miliardi di dollari generati nel 2015 ai 170 nel 2020. E si prevede che la domanda mondiale di posti di lavoro in questo campo sarà di 6 milioni entro il 2019”.

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