Cala il sipario anche sullo Stadio della Roma

stadio_roma_renderingUn film paranoico già visto. Grillo non riesce a condurre i suoi alla ragione e improvvisa un escamotage. Dopo i tanti no dell’Amministrazione, adesso i cittadini dicano no alla Raggi

 

 

ROMA – Bene ha fatto il presidente della Roma James Pallotta a mettere le cose in chiaro: “Ci aspettiamo un esito decisamente positivo dall’incontro in programma venerdì. In caso contrario sarebbe una catastrofe per il futuro della Roma, del calcio italiano, della città di Roma e francamente per i futuri investimenti in Italia”.

Il fosco presagio ‘pallottiano’ serve ad esorcizzare la sepoltura del progettato Stadio a Tor di Valle? No, c’è ormai ben poco da esorcizzare. Non solo i promotori, ma tutti i cittadini romani hanno capito che le dichiarazioni di Grillo di ieri sullo spostamento dell’opera in altra sede sanciscono di fatto il no definitivo al progetto. “Dopo anni di lavori su un progetto in stato avanzato di approvazione nel rispetto delle leggi, regolamenti e delibere, non è in alcun modo ipotizzabile un sito alternativo a Tor di Valle”, rincara la dose il costruttore Luca Parnasi.

Raggi_vignetta

A meno dunque di improbabili sorprese, venerdì calerà il sipario sull’ennesima opera suscettibile di portare qualche investimento e un po’ di lavoro nell’economia depressa della capitale. Dopo le Olimpiadi, la Fiera di Roma, le Torri dell’Eur, la Metro C, Altaroma, la Ryder Cup (la Nuvola di Fuksas si è salvata per un pelo), ora anche 1,6 miliardi di euro dello Stadio evaporano con l’inganno della “legalità e trasparenza”.

E il giorno dopo leggeremo le solite dichiarazioni indignate dei rappresentanti delle opposizioni, un diluvio di tweet di tifosi romanisti, le diagnosi dotte sull’impreparazione e il dilettantismo di una classe dirigente improvvisata, scelta da un comico e da una società privata di comunicazione.

E’ giunto il momento di dire basta prima che sia troppo tardi. Ma, ahinoi, mentre Roma affonda nel degrado, nei disservizi, nel caos, nella disoccupazione, non c’è nessuno capace di farsi concretamente interprete della rabbia e dell’esasperazione dei romani. E il paradosso è che in questo letargo politico il Movimento 5 Stelle mantiene le posizioni.

A meno che i sondaggisti non abbiano preso l’ennesimo clamoroso granchio, M5S resta il primo partito italiano, tanto più dopo la scissione del Pd. Avesse per caso ragione Donald Trump quando dice che “potrei sparare a una persona in mezzo a Fifth Avenue e non perderei un voto”. Se è per questo, Virginia Raggi e il suo ‘raggio magico’ di corrotti ed incapaci continuano a sparare da otto mesi, metaforicamente, su un’intera comunità di cittadini rassegnati.

Romacapitale.net vuole farsi promotrice di una petizione popolare per promuovere un’azione di impeachment nei confronti della sindaca per conclamata incapacità politica e amministrativa, sollecitando il controllo di merito, oltre che di legittimità, sugli atti della giunta da parte degli organi previsti dalla Costituzione.

Velleità allo stato puro? Certo, ma forse anche shock politico per smuovere le acque della palude!

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