Cda Rai, tetto di 240 mila euro agli artisti

Fabio_Fazio_sliderSe il Mef continua a tacere da aprile scatterà il limite a collaboratori artisti e giornalisti tra cui Fazio, Vespa, Insinna e Clerici, solo per citarne alcuni

 

ROMA – Il Cda della Rai ha deliberato l’applicazione del tetto di compensi a 240 mila euro anche ai contratti di collaborazione e consulenza di natura artistica, previsto dalla legge.

Il Consiglio di Amministrazione della Rai, riunitosi ieri sotto la presidenza di Monica Maggioni e alla presenza del Direttore Generale Antonio Campo Dall’Orto, ha in apertura di seduta discusso della questione dell’applicazione del limite di 240mila euro annui introdotto dall’art 9 della legge 198/26 ottobre 2016 anche ai contratti di collaborazione e consulenza di natura artistica.

Dal momento dell’approvazione della legge, l’Azienda ha chiesto a più riprese supporto interpretativo al Mef ma, allo stato – spiega una nota -, non e’ ancora pervenuta risposta. Il tentativo e’ stato quello di proteggere l’azienda dalle pesanti ricadute che un’applicazione immediata del limite retributivo sulle collaborazioni artistiche avrebbe avuto sull’intero equilibrio aziendale, sulla sua redditività e capacità di operare sul mercato. Date tutte queste premesse, nel protrarsi di una pericolosa indeterminazione nell’interpretazione della legge – si spiega nella nota – il Consiglio ha dato mandato al Direttore Generale di procedere all’applicazione del limite a far data dal mese di aprile se, nel frattempo, non sopravverranno i richiesti elementi interpretativi.

Si tratta di una cifra annua e lorda che è molto inferiore ai compensi che oggi incassano molte star del palinsesto della televisione di Stato. Tra gli artisti e i giornalisti coinvolti ci sono Fazio, Insinna, Clerici, Vespa, Giletti, Conti, Piero e Alberto Angela,

“E’ una misura obbligata – spiega Franco Siddi, consigliere di amministrazione di viale Mazzini – in assenza di un intervento del legislatore o dell’azionista. Una decisione presa a malincuore e con dolore, che preoccupa, perché limita l’attività imprenditoriale della Rai perché rischia di impedire di assicurarsi gli apporti dei migliori protagonisti della Tv. La Rai aveva già assunto, sui compensi, una linea di trasparenza e moderazione ma qui c’e’ una legge secca e la si deve applicare”.

Bruno Vespa parla all’agenzia Ansa: “Credo che il Cda abbia voluto in qualche modo invitare il ministero dell’Economia a una decisione di buon senso, se si vuole che la Rai resti nel mercato. E poiché il ministro Padoan ha dato molte prove di essere una persona di grande buon senso, sono fiducioso che si troverà presto una soluzione”.

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