Stadio, progetto economico ancora in piedi?

Stadio_Roma_sliderLe incognite sull’intesa Raggi, Pallotta, Parnasi. Con il taglio delle cubature parte alcune opere pubbliche cancellate

 

ROMA – Nel coro di applausi e di congratulazioni che hanno accompagnato l’annuncio dell’accordo raggiunto in Campidoglio per la costruzione dell’opera, è mancata soltanto la dichiarazione delLuca Parnasi. Qualcuno ha parlato di “silenzio assordante” del costruttore. Certo è che dopo la dichiarazione trionfale della Raggi (“Abbiamo rivoluzionato il progetto e lo abbiamo trasformato in una opportunità”) e i toni epici di James Pallotta (“È stato un percorso molto lungo, che potrebbe essere paragonato a quello fatto dai nostri antenati romani in molte campagne del passato”), la “terza gamba” del tavolo non si è espressa pubblicamente sul progetto “mutilato”.

In effetti dopo i tagli concordati, a parte lo Stadio che non viene toccato, tutto il resto risulta obiettivamente diverso dalla versione originale. Tre torri eliminate, cubature dimezzate, addirittura il 60% in meno per la parte relativa al Business Park; standard di costruzione elevati a classe A4, e soprattutto infrastrutture ridimensionate.

Tutto a posto, comunque? Mica tanto. Bisognerà vedere le carte definitive sulle modifiche che dovranno essere introdotte al progetto iniziale. Ma quale che sia il risultato di questa verifica, Il taglio ipotizzato nei volumi urbanistici impone un interrogativo: “Il progetto è, ancora, economicamente sostenibile?”.

Se la risposta fosse affermativa, emergerebbero con grande evidenza gli errori di valutazione della Giunta Marino che avrebbe autorizzato un progetto con margini di utili stratosferici a favore del costruttore. In caso negativo invece il taglio dei volumi richiederà, specie per le opere di urbanizzazione, un forte intervento pubblico, per far quadrare il conto del dare e dell’avere.

Come si ricorderà infatti il progetto iniziale del nuovo Stadio prevedeva 1,6 miliardi di investimenti privati, di cui 440 milioni destinati alle opere pubbliche, poco meno di un miliardo per il business park e 300 milioni per le infrastrutture. Ora invece la “sforbiciata” alle cubature autorizzate (da circa 1 milione a 500 mila, sempre superiori alle 350 mila previste attualmente dal piano regolatore in quell’area) potrebbe accompagnarsi ad un drastico ridimensionamento delle opere pubbliche a cui i proponenti si erano impegnati. Dai 440 milioni di euro previsti dal progetto Marino per le opere a carico dei privati si sarebbe passati e 310 milioni.

Si è parlato infatti di cancellare l’asse di collegamento Ostiense – Autostrada Roma Fiumicino, lo svincolo della stessa autostrada A-91, la riunificazione dell’Ostiense e la ex Metro B divenuta poi potenziamento Roma Lido per complessivi 187 milioni di euro; sembrano restare invece la nuova stazione della Roma Lido e la messa in sicurezza della via Ostiense e del quartiere di Decima, mentre il ponte carrabile sul Tevere e il ciclopedonale Magliana per un valore di circa 85 milioni di euro vengono rimandati a data da destinarsi.

Il rischio è ora che le stesse opere di urbanizzazione, essenziali per non devastare la viabilità dell’intero IX Municipio, siano poste a carico del bilancio comunale. Qualcuno suggerisce di chiedere una fideiussione ad hoc al costruttore, senza tener conto che Eurnova controllata dalla cassaforte di Parnasi, Capital holding spa, è proprietaria dei terreni di Tor di Valle acquistati per 42 milioni dalla Sais dei fratelli Antonio e Gaetano Papalia grazie anche a una fideiussione da 4 milioni rilasciata da Unicredit. Ma Eurnova ha chiuso il 2015 con un passivo di 1,4 milioni, rispetto ai 167mila euro di deficit del 2014, e ha più di 40 milioni di debiti, di cui 9 con la stessa Unicredit, su un valore della produzione di 13 milioni.

Ora si discute se il forte ridimensionamento del progetto comporti necessariamente una nuova delibera per la conferma dell’interesse pubblico alla realizzazione dell’opera. A parte il tempo che occorrerà per il prolungamento, la Regione Lazio a questo punto fa sapere, tramite l’assessore alle politiche del territorio e alla mobilità, Michele Civita, che dell’accordo raggiunto ieri sullo Stadio della Roma “è stato detto chiaramente che le attuali cubature saranno ridotte in modo significativo, mentre non si conoscono ad oggi le opere e le infrastrutture per garantire la mobilità, il miglioramento dell’ambiente e della qualità urbana. Su tutto ciò la Regione eserciterà il ruolo e la funzione di sua competenza”.

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