Il rapporto dei servizi segreti sulla sicurezza

AntiterrorismoIl rischio di attentati nel nostro Paese ad opera di soggetti dello Stato Islamico. Problemi legati ai flussi migratori

 

ROMA – E’ stata presentata in Parlamento la “relazione sulla politica dell’informazione per la sicurezza 2016” redatta dal DIS, l’organismo che coordina l’attività dei servizi segreti italiani interni (Aisi) ed esterni (Aise). La relazione annuale offre uno scenario credibile del contesto attuale e sottolinea senza sbavature i principali fattori di rischio e le più importanti criticità per l’Italia, offrendo una sintesi di scenari e tendenze future coerenti con l’analisi effettuata. In particolare, per quanto riguarda l’anarco-insurrezionalismo e le mafie nazionali, vi sono spunti interessanti di riflessione.

La relazione, inoltre, afferma che per il 2017 si accentua il rischio che nel nostro paese si possa realizzare un attentato terroristico per mano di soggetti legati principalmente allo Stato Islamico: “Sempre più concreto si configura il rischio che alcuni di questi soggetti decidano di non partire determinandosi in alternativa a compiere il jihad direttamente in territorio italiano”. 

Su quest’ultimo punto,  : «Se da un lato sono proprio il background e la professionalità a dare la consapevolezza delle difficoltà di prevenire sempre e in ogni caso atti ostili, anche clamorosi, dall’altro può annoverarsi tra i successi “intangibili” del dispositivo nazionale l’avvenuto pacifico svolgimento di eventi di vasta portata internazionale e valenza simbolica».

Più sfumata invece la Relazione su alcuni aspetti di primaria importanza per l’Italia, come il fenomeno migratorio e, soprattutto, il caos libico. Non c’è una valutazione critica rivolta alla gestione politico-diplomatica di quello che viene definito solo come un «travagliato processo di riconciliazione nazionale e di stabilizzazione del paese promosso dalle Nazioni Unite».

Romacapitale.net allega l’executive summary integrale della  Relazionepdf.pdf

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