Ex vittima prete pedofilo lascia commissione Vaticano

vaticano32Mary Collins si dimette da membro della commissione contro gli abusi del clero voluta da Papa Francesco

ROMA – Mary Collins, donna irlandese, vittima da bambina di un prete pedofilo, rassegna le dimissioni dalla Pontificia commissione per la tutela dei minori nella quale era stata nominata da Papa Francesco, per la “resistenza da alcuni membri della Curia vaticana” a collaborare con la commissione di prevenzione della pedofilia guidata dal cardinale di Boston Sean O’Malley, scrive la stessa donna in un comunicato, e, in particolare, per la “vergognosa” mancanza di cooperazione “da parte del dicastero coinvolto piu’ da vicino nell’affrontare i casi di abuso”.

Il Papa, rende noto la pontificia commissione, “ha accettato le dimissioni con profondo apprezzamento per il suo lavoro a nome delle vittime e dei sopravvisuti degli abusi del clero”. Su richiesta del cardinale O’Malley, “continuerà a lavorare in ruolo educativo”. Nei mesi scorsi già l’altro membro della commissione vittima anch’egli, da minorenne, di abusi sessuali di un sacerdote, Peter Saunders, si era dimesso.

“Ho inviato la mia lettera di dimissioni dalla pontificia commissione per la protezione dei minori a Papa Francesco (per conoscenza al cardinale O’Malley) il nove febbraio del 2017, con effetto dal primo marzo 2017”, scrive in un comunicato Marie Collins. “Da quando la commissione ha iniziato i suoi lavori a marzo del 2014 sono stata impressionata dall’impegno dei miei colleghi e dal genuino desiderio di Papa Francesco di avere assistenza nell’affrontare il tema degli abusi sessuali del clero. Credo che costituire la commissione e coinvolgere esperti esterni per consigliarlo su cosa fosse necessario per rendere piu’ sicuri i minori sia stata una mossa sincera”.

“Tuttavia – prosegue Collins – nonostante che il Santo Padre abbia approvato tutte le raccomandazioni fattegli dalla commissione, vi sono stati costanti ostacoli. Cio’ e’ stata la causa diretta della resistenza da alcuni membri della Curia vaticana al lavoro della commissione. La mancanza di cooperazione, in particolare da parte del dicastero piu’ direttamente coinvolto nell’affrontare i casi di abuso e’ stata vergognosa”, afferma Collins in trasparente riferimento alla congregazione per la Dottrina della fede, il dicastero incaricato dei dossier sui preti pedofili. “Alla fine dell’anno scorso, una semplice raccomandazione, approvata da Papa Francesco, e’ andata a questo dicastero per un piccolo cambiamento di procedura nel contesto della cura delle vittime e dei sopravvissuti. Al tempo stesso e’ stata rifiutata anche una richiesta di cooperazione si un tema fondamentale del lavoro della commissione in merito alla salvaguardia. Mentre penso che la commissione riuscirà a superare questa resistenza, per quanto mi riguarda e’ la goccia che fa traboccare il vaso”.

Il cardinale O’Malley “mi ha invitato a continuare ad essere parte dei progetti di formazione compresi quelli per la Curia e i nuovi vescovi, e sono contenta di accettare. Questa sarà l’area sulla quale mi concentrero’. Auguro alla pontificia commissione per la protezione dei minori il meglio per il futuro”. Marie Collins era stata invitata, già durante il pontificato di Benedetto XVI, ad un seminario sulla pedofilia del clero organizzato dalla Pontificia università Gregoriana.

Era il 2010 quando scoppiò lo scandalo della pedofilia in Germania, Irlanda, Belgio, ed era emerso in molti altri paesi, Italia compresa, dieci anni prima, nel 2002, era toccata agli Stati Uniti. Abusi sessuali avvenuti anni, se non decenni prima, taciuti, coperti, e venuti alla luce solo di recente. Benedetto XVI ha avuto il coraggio di affrontare il dramma. E la Gregoriana, il piu’ antico ateneo pontificio di Roma, guidato dai gesuiti, organizzo’ un convegno “verso la guarigione e il rinnovamento” che non tutti in Vaticano apprezzarono. La scelta piu’ eclatante, appunto, fu quella di far parlare una sopravvissuta agli abusi sessuali di un prete, Marie Collins, davanti ad una platea di preti, monsignori, suore, chi gelato chi commosso dalle parole della donna.

Da allora molte cose sono avvenute in Vaticano e nella Chiesa cattolica mondiale, Benedetto XVI si e’ dimesso, e’ stato eletto Francesco, un Pontefice dichiaratamente riformista che, tra le altre iniziative, ha creato una commissione pontificia per la “tutela dei minori”, ossia per la prevenzione della pedofilia, affidandone la guida al cardinale Sean O’Malley, l’arcivescovo che ha ripulito la Chiesa di Boston dopo l’opera di sistematico insabbiamento portata avanti dal suo predecessore, il cardinale Bernard Law (quello del film da premio Oscar “Il caso Spotlight”) e chiamando proprio Marie Collins, insieme ad un’altra ex vittima di preti orchi, l’inglese Peter Saunders, a farne parte.

Il dramma della pedofilia e’ rimasto una questione aperta anche per la Chiesa di Papa Francesco. Una commissione governativa australiana ha messo in luce il carattere endemico degli abusi (puntando il dito, tra l’altro, contro il cardinale George Pell, prefetto della Segreteria vaticana per l’Economia scelto dallo stesso Francesco), compiuti in un certo periodo dal sette per cento dei sacerdoti australiani. Scandali hanno intaccato la credibilita’ del cardinale di Lione Philppe Barbarin, in Francia, del vescovo Juan de la Cruz Barros Madrid in Cile, dal passato sono riemerse storie raccapriccianti come gli abusi seriali compiuti su bambini sordomuti nell’istituto Provolo di Verona. La commissione pontificia ha continuato il suo lavoro di prevenzione, distinta da quella sanzionatoria di cui e’ titolare la congregazione per la Dottrina della fede, non senza incidenti: Peter Saunders, che ha criticato apertamente il cardinale Pell, ha preso un periodo di pausa.

Davanti alla commissione reale australiana diversi membri della commissione sono intervenuti denunciando difficoltà e malfunzionamenti. Un monsignore della diocesi parigina, Tony Anatrella, e’ comparso ad un seminario vaticano sostenendo che non sia necessario denunciare i preti pedofili, subiso sconfessato dal cardinale O’Malley (di recente la diocesi di Parigi ha aperto un’indagine canonica su presunte molestie sessuali di cui il sacerdote e’ accusato). Ma i lavori andavano comunque avanti.

Oggi Marie Collins ha rassegnato le dimissioni. Il comunicato della pontificia commissione parla di disagio della donna per la mancanza di collaborazione con la stessa commissione da parte di “altri uffici della Curia” vaticana. La stessa Collins, in una nota diramata in contemporanea con il comunicato vaticano, accenna alla “vergognosa” mancanza ci cooperazione da parte del “dicastero piu’ strettamente coinvolto nell’affrontare la questione degli abusi”. E, sebbene solo pochi giorni fa il cardinale Gerhard Ludwig Mueller, prefetto dell’ex Santo uffizio, assicurasse, in un’intervista a La Repubblica, ‘tolleranza zero sui preti pedofili: i vescovi li obblighino ad autodenunciarsi’, il riferimento alla congregazione per la Dottrina della fede e’ piu’ che chiaro.

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