Davigo a testa bassa contro gli avvocati

davigo_piercamilloIn Italia i legali sono 250 mila. “Non si riduce il numero dei processi se non si riduce il numero degli avvocati”

 

ROMA – Non c’è giorno in cui Piercamillo Davigo, presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, non occupi la ribalta mediatica e i talk show con le sue rampogne, talvolta persino bizzarre. Come quando giorni fa dichiarava a “Piazza pulita”, che quando un innocente viene condannato non è colpa dei magistrati: “Il giudice non è presente quando viene commesso il reato, sa le cose che gli raccontano. Se si scopre dopo che un teste ha mentito la vera vittima dell’errore giudiziario è il magistrato”. O quando a “Porta a Porta”, parlando dei 42 milioni di euro per risarcimenti giudiziari nel 2016, ha sostenuto che gli errori giudiziari non sono errori, così le ingiuste detenzioni non sono ingiuste.

Un altro dei suoi chiodi fissi è il numero troppo elevato di avvocati, sistematicamente attaccati a testa bassa dall’ex-magistrato di Mani Pulite. “Un terzo degli avvocati dell’Unione Europea sono italiani. Nel nostro Paese gli avvocati sono 250 mila contro i 50 mila della Francia e i 25 mila del Giappone – ha ricordato – è necessario mettere il numero chiuso a Giurisprudenza. Ci vorranno cinquant’anni ma almeno sarebbe un inizio, perché altrimenti non sarà possibile risolvere la domanda di giustizia che in Italia è patologica. Non si riduce il numero dei processi se non si riduce il numero degli avvocati”.

Per reazione il Consiglio nazionale forense ha snobbato la cerimonia-convegno per il venticinquesimo anniversario di Mani Pulite – in un’Aula Magna del palazzo di Giustizia di Milano desolatamente semideserta – proprio per la presenza di Davigo, “ospite non gradito” all’avvocatura.

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