La bufera Consip investe il Pd

Renzi_TizianoArriva la mozione sfiducia del M5s al ministro dello Sport, Luca Lotti. Lunedì l’interrogatorio di Alfredo Romeo

ROMA – Il caso Consip arriva a coinvolgere il governo, con la mozione di sfiducia contro il ministro dello Sport Luca Lotti presentata dal Movimento 5 stelle. Una iniziativa che accende le polemiche, con il caso Consip (in cui oltre a Lotti e’ indagato anche il padre di Matteo Renzi, Tiziano) che oggi si intreccia, nel dibattito politico, con la condanna in primo grado a 9 anni di Denis Verdini per il crac del Credito cooperativo fiorentino.

L’attacco più duro a Lotti e al Pd arriva dal Movimento 5 stelle. Mentre Beppe Grillo dal blog tuona che il caso Consip “e’ una bomba atomica sulla politica italiana, fare finta di niente e’ inutile”, i capigruppo pentastellati alla Camera e al Senato, Vincenzo Caso e Michela Montevecchi, presentando la mozione, denunciano che “al di là degli aspetti giudiziari sui quali farà luce la magistratura, riteniamo gravissimo, da un punto di vista politico, il coinvolgimento del fedelissimo di Matteo Renzi, nell’inchiesta Consip”.

In questo quadro i pentastellati giudicano “non più tollerabile la presenza di Lotti nel governo Gentiloni”. Lotti, che ieri si era detto “tranquillo”, non valuta, secondo quanto si apprende, l’ipotesi di un passo indietro. “Se non fosse una cosa seria, ci sarebbe da ridere. Oggi il Movimento 5 Stelle ha presentato nei miei confronti la mozione di sfiducia. Si parla di tangenti, di arresti, di appalti. Tutte cose dalle quali sono totalmente estraneo”. Il ministro per lo Sport Luca Lotti affida ad un post su Facebook la replica all’iniziativa M5s per l’inchiesta Consip.

Fuori dal Pd, pero’, il titolare dello Sport trova scarsa solidarietà. Per Roberto Speranza, del neonato gruppo Mdp, di fronte a notizie che “provocano sconcerto”, “non si puo’ far finta di nulla” e chi ha responsabilità deve “fare chiarezza con un linguaggio di verità”. Forza Italia “apre” alla sfiducia con Maurizio Gasparri: “Personalmente – dice il senatore azzurro – ritengo che se altri gruppi presenteranno mozioni di sfiducia a ministri come Lotti sia difficile non sostenerli”. E secondo Salvini “anche Gentiloni deve andare a casa, anzitutto perché era ministro con Renzi”.

Per quel che riguarda invece il filone principale dell’inchiesta, lunedì si terrà l’interrogatorio di garanzia di Alfredo Romeo, l’imprenditore campano arrestato per corruzione. I legali hanno chiarito: “Al momento non abbiamo ancora deciso se Romeo si avvarrà o meno della facoltà di non rispondere. Domani decideremo che strategia difensiva adottare in questa fase”.

Gli inquirenti ritengono che Romeo avrebbe dato tangenti a Marco Gasparri della Consip dal 2014 al 2016, circa 100mila euro. Stando sempre all’assunto accusatorio avrebbe esercitato pressioni sui vertici della Consip ‘attraverso il massimo livello politico’ perché temeva di essere vittima di un complotto e di essere discriminato rispetto ad altre imprese, tra cui quella di un imprenditore ritenuto vicino a Denis Verdini.

Secondo la Procura, “Romeo, previo concerto con Bocchino, si e’ accordato con Russo (a fronte di ingenti somme di denaro promesse) affinche’ questi, utilizzando le proprie relazioni (di cui vi e’ prova diretta) e le relazioni di Renzi (con il quale lo stesso Russo afferma di avere agito in concerto ed al quale parimenti – da un appunto vergato dallo stesso Romeo – appare essere destinata parte della somma promessa) indebitamente interferisca sui pubblici ufficiali presso la Consip spa al fine di agevolare la società di cui Romeo e’ ‘dominus'”.

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