Il Papa sceglie il vescovo vicario di Roma

La novità dell’invito rivolto all’intera comunità dei fedeli ad esprimere giudizi e ad avanzare candidature per il successore del cardinale Vallini. Tra due mesi la nomina del presidente della Conferenza episcopale italiana al posto di Bagnasco

 

ROMA – Tornato da Ariccia, dove aveva terminato gli esercizi spirituali quaresimali con i collaboratori della Curia romana, Papa Francesco è andato a San Giovanni in Laterano per incontrare i 36 parroci prefetti, ossia i coordinatori pastorali a capo delle prefetture nelle quali sono divisi i diversi settori della diocesi di Roma, e i vescovi ausiliari della Capitale a capo degli stessi settori.

Oggetto dell’incontro è l’avvio di una consultazione ad ampio raggio, tra sacerdoti e fedeli, per la scelta del vescovo vicario di Roma che succederà al cardinale uscente Agostino Vallini, 77 anni il prossimo 17 aprile. Nel commentare la notizia, la vicedirettrice della Sala Stampa vaticana, Paloma Garcia Ovejero, ha spiegato: “Si tratta di un incontro assolutamente privato, che rientra nella normale prassi della vita della Chiesa”.

Beh, tanto normale una procedura del genere non lo è. Francesco infatti ha chiesto a tutti scrivere al Vicariato (lo potranno fare anche i laici) per segnalare problemi ed esigenze della diocesi e anche il profilo del futuro Vicario da scegliere per Roma. Chi lo vorrà potrà addirittura indicare un nome e le segnalazioni devono pervenire al Vicariato entro il mercoledì santo, il prossimo 12 aprile.

Fino ad oggi i preliminari erano molto più ristretti. Le consultazioni infatti erano portate aventi soltanto con alcune figure ritenute preminenti: i rettori dei seminari, i responsabili del Vicariato, solo alcuni parroci in rappresentanza di altri, gruppi e movimenti ecclesiali. La platea degli “influenti” con questa decisione si allarga alla base della comunità dei fedeli.

Chi è in corsa per queste “primarie” della Chiesa romana? Il primo nome che ha cominciato a circolare è stato quello del segretario della Conferenza episcopale, mons. Nunzio Galantino, che gode di seguito discreto tra i confratelli vescovi. Se così fosse si tornerebbe allo schema-Ruini a suo tempo varato da Giovanni Paolo II: la Cei affidata (nella sua presidenza o nel segretariato) a colui che regge su delega papale la grande diocesi romana.

Altri teorici candidati sarebbero il presidente  della nuova Evangelizzazione Rino Fisichella, o il sostituto della Segreteria di Stato Angelo Becciu.

Ma si sa, per quanti nomi si possano fare o quante scommesse si possano raccogliere, quando il Papa, da buon gesuita, si trova a dover prendere decisioni il più delle volte scavalca i vertici e fa di testa sua. Per la Capitale, per esempio, si dice che Francesco stia pensando ad un pastore, nel qual caso l’identikit porterebbe a mons. Angelo De Donatis.

Poco più che sessantenne, 62 anni, De Donatis fu chiamato a predicare gli esercizi spirituali quaresimali alla curia romana nel 2014 quand’era semplice parroco di San Marco Evangelista al Campidoglio. Dodici mesi dopo, il Papa lo nominò vescovo ausiliare della Capitale, consacrandolo lui stesso nella basilica di San Pietro.

Comunque la scelta del sostituto di Vallini è solo l’antipasto della scadenza assai più importante che tra due mesi chiamerà i vertici della Curia a scegliere il sostituto di Angelo Bagnasco alla presidenza della Conferenza episcopale italiana. “È dunque – commentava a questo proposito l’Huffington Post – all’ombra di autorevolissimi maître-à-penser, come Fisichella o Galantino, e al bivio delle rispettive, alternative strategie, che si svolgeranno le primarie ed emergeranno le candidature in vista di un’assise meno eclatante ma non meno importante per l’evoluzione del quadro politico nazionale: l’assemblea generale della Cei, dove il Pontefice, ai sensi delle recenti modifiche statutarie, sceglierà il successore di Bagnasco in una terna di nomination sottopostegli dai presuli.

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