Federazioni sportive: il ricambio è servito

Quindici nuovi presidenti eletti nelle federazioni e dieci nelle discipline associate. A maggio si vota il Coni

ROMA – Da quando esiste il Coni e le Federazioni Sportive Nazionali, si è assistito troppo spesso alla cementificazione delle poltrone presidenziali, ovvero alla guida delle federazioni da parte di presidenti eterni. Alcuni sono riusciti a sfiorare i 30 anni consecutivi, altri si sono fermati dopo i 20. Un problema di democrazia? Beh, non proprio, perché le elezioni federali sono, con le dovute differenze, uguali a quelle politiche. Ci si candida e si va alla conta e chi prende un voto più dell’altro vince. D’altro canto, però, le cronache sono piene di accuse mosse da sconfitti e anche da presidenti di società e atleti, che denunciano i sistemi poco ortodossi per racimolare i voti. Da società sportive false a contributi erogati ad hoc per farsi votare: queste le principali accuse. Accuse che, quasi sempre, rimangono tali e la longevità dei presidenti ne è la conferma.

Eppure in questo quadriennio, quello del cambio al vertice del Coni, con la vittoria non scontata di Giovanni Malagò nel 2013, qualcosa è cambiato. La lunga tornata elettorale che ha visto il rinnovo delle cariche di 45 federazioni sportivi e 19 discipline associate, terminata domenica scorsa, ha visto un ricambio mai registrato in precedenza. Quindici i nuovi presidenti eletti nelle federazioni e dieci nelle discipline associate, per un totale di venticinque, ossia più di un terzo. Tanta aria nuova, insomma, anche se andando nel dettaglio si scopre che molte federazioni hanno alla guida ex consiglieri federali e vicepresidenti, quindi in qualche modo più nel segno della continuità che nel cambiamento totale. Ma il segnale comunque è forte, perché pur sempre di cambiamenti si tratta.

L’11 maggio si chiuderà la tornata elettorale con l’elezione del presidente e della Giunta del Coni, dove per ora Malagò corre da solo, anche se il presidente della Federnuoto Paolo Barelli, già candidatosi anni fa (poi ritiratosi dalla corsa), è in procinto di sciogliere la riserva per concorrere alla carica presidenziale. Se scenderà in campo ne vedremo delle belle, considerata la “lotta” politica tra i due che va avanti dai Mondiali di Nuoto del 2009.

di Federico Pasquali

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