Leonardo e Poste, cambiano i conducenti

Certa la sostituzione di Moretti in Finmeccanica per la condanna in I grado per Viareggio. Al suo posto arriva Profumo. A Poste va Del Fante. Riconferme dei vertici di Eni, Enel e Enav

ROMA – Tre anni fa i “cacciatori di teste” scelti dal Tesoro avevano fatto i compiti e selezionato una terna di nomi per ognuno dei grandi gruppi a partecipazione statale. Il lavoro fu portato a Palazzo Chigi dove sedeva da poche settimane Matteo Renzi che prese le proposte e le buttò nel cestino, confermando la sua fama di “rottamatore”.

Questa volta non andrà nello stesso modo per almeno tre validi motivi. Il primo è che a Palazzo Chigi ora c’è Gentiloni che, pur rispettando i desiderata del suo demiurgo/predecessore, ha idee proprie e soprattutto un metodo di lavoro diverso dal passato. Secondo, le nomine di tre anni fa si sono rivelate efficaci, come testimoniano i conti delle imprese pubbliche. Terzo, non vanno sottovalutati i fondi di investimento per lo più anglo americani, organizzati in Assogestioni, decisi a far sentire la loro voce soprattutto nelle società dove sono sostanzialmente in maggioranza. 

E veniamo ai più che probabili pronostici. Il cambiamento più eclatante è il cambio di guida a Leonardo-Finmeccanica dove l’ad Mauro Moretti, che ha fatto di tutto fino all’ultimo per non mollare la poltrona, sta preparando gli scatoloni. Al suo posto, una volta tramontata (prima ancora di nascere) la candidatura di Alfredo Altavilla, braccio destro di Sergio Marchionne, è stato scelto Alessandro Profumo, reduce da una non brillante performance al Monte dei Paschi di Siena. Anche il presidente di Leonardo, Gianni De Gennaro, dovrebbe lasciare il posto ad una donna, che completerebbe così la serie delle presidenze rosa.

Se l’ex Unicredit e Mps dovesse fare solo l’amministratore delegato, per il ruolo di direttore generale di Finmeccanica sarebbero in pole position i due dirigenti interni Fabrizio Giulianini o Lorenzo Mariani.

Nel tourbillon delle odierne nomine pubbliche, l’altro grande “disarcionato” sarà Francesco Caio, si dice per il veto di Matteo Renzi alla sua permanenza alla guida di Poste Italiane a causa di divergenze sulle strategie e sul ruolo di sistema del gruppo. Al suo posto, al vertice del gigante postale, andrà Matteo Del Fante, oggi ad di Terna. Anche l’attuale presidente, Luisa Todini, potrebbe lasciare il posto a Maria Bianca Farina, ad di Poste Vita.

Mentre scriviamo è in corso il cda di Cassa depositi e prestiti, anticipato di una diecina di giorni proprio allo scopo di nominare il sostituto di Del Fante alla società delle reti. Per la poltrona più importante di Terna il favorito è Alberto Irace in uscita da Acea. Se la battono per lo stesso obiettivo Gianni Armani di Anas e Valerio Camerano di A2a. Non dovrebbe correre alcun pericolo la presidente di Terna, Catia Bastioli.

Le incognite giudiziarie che investono l’ad dell’Eni, Claudio Descalzi, per il quale i pm di Milano hanno chiesto il rinvio a giudizio per la presunta maxi-tangente nigeriana, non dovrebbe compromettere per il momento la sua conferma. Per la presidenza del gruppo invece non è scontata la conferma di Emma Marcegaglia. Il posto sembra infatti tagliato su misura per De Gennaro, a dispetto della regola di gender.

Nessuna novità è prevista all’Enel, né per la presidente Patrizia Greco, né per l’amministratore delegato Francesco Starace in virtù degli eccellenti risultati conseguiti.

All’Enav invece sembra andare verso la conferma solo l’ad Roberta Neri, l’unica donna con compiti gestionali che ha appena gestito la quotazione della società, mentre il presidente Ferdinando Franco Beccalli Falco sembra destinato al congedo. E’ pronto a subentrargli l’ex ambasciatore Giovanni Castellaneta.

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