L’Antitrust interviene (in ritardo) sulla gara Consip

Il sospetto, fondato su solidi elementi, di intese fraudolente fra quasi tutte le imprese partecipanti

ROMA – La famosa gara della Consip FM4 per l’affidamento dei servizi di gestione degli edifici pubblici deve essere nata proprio sotto una cattiva stella. Dopo l’inchiesta giudiziaria infatti che ha portato in carcere l’imprenditore Alfredo Romeo e nel mirino delle Procure pezzi da novanta del mondo politico, dei carabinieri e della pubblica amministrazione, adesso anche l’Antitrust si è svegliata. 

E per non sbagliare, l’Autorità garante della concorrenza ha avviato un procedimento istruttorio nei confronti di tutti i partecipanti alla gara: CNS – Consorzio Nazionale Servizi Società Cooperativa, Dussmann Service, Engie Servizi (già Cofely Italia), ManitalIdea, Manutencoop Facility Management, Romeo Gestioni e STI. Per questo oggi funzionari dell’Autority hanno svolto ispezioni nelle sedi delle società interessate, con l’ausilio del nucleo speciale della Guardia di Finanza.

Lo scopo è quello di accertare se tali imprese, anche per il tramite di società dalle stesse controllate, abbiano posto in essere un’intesa restrittiva della concorrenza avente ad oggetto il coordinamento delle modalità di partecipazione alla gara bandita da Consip per l’affidamento dei servizi di Facility Management destinati agli immobili della PA e alle Università e istituti di ricerca pubblici (appunto la gara FM4).

In effetti suona abbastanza strano che per una gara così importante (2,7 miliardi di euro divisa in lotti), bandita nel 2014, dopo tutto il can can che c’è stato, all’Antitrust venga solo oggi il dubbio che possa “emergere l’assenza di un effettivo confronto concorrenziale tra le parti in termini di mancata sovrapposizione delle offerte maggiormente competitive. L’ipotesi di coordinamento è supportata dai legami di natura societaria e consortile intercorrenti tra le suddette imprese e/o le cordate costituite per partecipare alla gara”. 

Ben che vada dunque rimarrà tutto fermo fino al 30 maggio 2018, termine ultimo per la conclusione del procedimento istruttorio. Ma è molto probabile che alla fine toccherà rifare tutto d’accapo perché già oggi il panel dei partecipanti è stato falcidiato. Dei partenti iniziali si sono già persi per strada la Romeo Gestioni per i noti motivi, il Consorzio Cns che non ha confermato le proprie offerte per i diversi lotti e la Manital che è stata esclusa dalla gara.

Nella tabella che segue sono riportati i lotti geografici in cui era suddivisa la gara, con l’indicazione dei soggetti che, sulla base delle informazioni disponibili, risultavano aver ottenuto i punteggi maggiori.

1-Liguria, Piemonte (129mln) Manutencoop

2-VdA, Liguria, Piem. (115 mln) Manital

3-Lombardia, Emilia R. (208 mln) Romeo

4-Trentino AA, Ven., FVG (128 mln) Rti Guerrato

5-Emilia R., Veneto (142 mln) Manutencoop

6-Toscana, E.R., Marche (117 mln) Rti Cons. Leonardo

7-Umbria, Toscana (116 mln) Manutencoop

8-Marche, Abr., Molise (90 mln) Cofely

9-Lazio, Sardegna (91 mln) Dussmann

10-Roma 1° municipio (143 mln) Cofely

11-Roma 2 (247 mln) Manital

12-Puglia, Basilicata (130 mln) Rti Cipea&Carjiee  

13- Camp., Basilicata (221 mln) Romeo

14-Calabria, Sicilia (195 mln) Manital

15-Acc. Nord (145 mln) Manutencoop

16-Acc. Cen. (105 mln) Manital

17-Acc. Roma(190 mln) Rti Ma.Ca

18-Acc. Sud (180 mln) Romeo

“In particolare – si legge nel verbale dell’Antitrust – è da notare che le offerte di Manutencoop, CNS, Manital e Romeo hanno riguardato nel complesso tutti i 18 lotti. Le uniche due sovrapposizioni tra tali soggetti (segnatamente, CNS e Romeo per il Lotto 3 e Manutencoop e Manital per il Lotto 11) vedono, verosimilmente, uno dei due partecipanti interessato dalla sovrapposizione presentare offerte non aggressive, se non di appoggio”.

Resta il rammarico che se l’Antitrust fosse stata più sollecita nello scoprire e denunciare i “giochini” dei partecipanti, al Paese sarebbe stato forse risparmiato un indecoroso carosello giudiziario e soprattutto si sarebbe evitato che ancora una volta fosse la magistratura a togliere le castagne dal fuoco e a svolgere funzioni di supplenza nei confronti degli organi di controllo preposti.

Meglio tardi comunque che mai. In base a tali rilievi, che non risparmiano neppure Engie (già Cofely) e Dussmann, l’Authority presideduta da Pitruzzella ha deliberato di avviare un’istruttoria ai sensi dell’articolo 14, della legge n. 287/90, nei confronti delle società CNS – Consorzio Nazionale Servizi Società Cooperativa, Dussmann Service S.r.l., Engie Servizi S.p.A. (già Cofely Italia S.p.A.), ManitalIdea S.p.A., Manutencoop Facility Management S.p.A.,Romeo Gestioni S.p.A. e STI S.p.A. per accertare l’esistenza di violazioni dell’articolo 101 del TFUE.

Arrivederci tra un anno!

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