Domus Aurea, non bene l’Art bonus

Franceschini: “Speravo ci fossero grandi imprese che volevano legare il proprio nome ad un restauro di cui parlerà il mondo”

ROMA – “Quella della Domus Aurea è una sfida straordinaria. Andremo avanti, anche se l’art bonus non è andato molto bene. Speravo che ci fossero grandi imprese che volevano legare il proprio nome ad un restauro di cui parlerà il mondo, spero che si sveglino”. Lo ha detto il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini nel corso della presentazione, alla Stampa estera il G7 della Cultura che si svolgerà a Firenze il 30 e il 31 marzo. 

“La Domus Aurea di Roma – ha continuato il ministro – ha avuto un finanziamento importante di 13 milioni dal Cipe. Con queste risorse stiamo lavorando per fermare le infiltrazioni, poi speriamo di poter provvedere ad altri interventi grazie al sostegno di privati”.

L’Art Bonus è lo strumento messo in campo dal ministero per sostenere il patrimonio culturale e rilanciare il settore turistico. Con il nuovo Art Bonus è infatti detraibile il 65% delle donazioni che le singole persone e le imprese faranno in favore di musei, siti archeologici, archivi, biblioteche, teatri e fondazioni lirico sinfoniche.

“La Domus Aurea passerà, come il Colosseo, i Fori, il Palatino al nuovo parco archeologico”, ha ricordato Franceschini ed “è aperto il bando internazionale per la scelta del direttore fino al 14 aprile”.

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