Cosa si dice del Sole 24 Ore in Confindustria

Disponibilità delle maggiori organizzazioni territoriali all’aumento di capitale del Sole ma a precise condizioni

ROMA – “Nulla è stato deciso, tutto è ancora da definire. Ma la sensazione è che fino a quando Boccia e Rocca non troveranno un’intesa il dossier non si sblocca”. E’ quanto dice Formiche.net sulla ricapitalizzazione in cantiere del gruppo Il Sole 24 Ore. Ma nella partita il presidente di Confindustria  Vincenzo Boccia e il numero uno di Assolombarda, Gianfelice Rocca, non sono gli unici protagonisti, anche perché le sorti del gruppo editoriale presieduto da Giorgio Fossa e guidato dall’ad, Franco Moscetti, sono anche nelle mani degli istituti creditori della società controllata da Confindustria con il 67,5%.

Il gruppo ha un patrimonio netto negativo per 7 milioni di euro e debiti in via di rinegoziazione con le banche per 48 milioni, in primis con Intesa Sanpaolo e Monte dei Paschi di Siena. Ma ha anche in bilancio 58,5 milioni di euro di “riserva attività istituzionale”. Le parole del 22 marzo scorso di Boccia (“non sappiamo ancora nemmeno quanto è il fabbisogno di aumento di capitale, pensate se possiamo immaginare qual è l’articolazione”) sono state commentate anche nell’ultimo consiglio generale di Confindustria tenuto la scorsa settimana.

Il presidente ha ipotizzato che la confederazione scenda come quote nel capitale del Sole, mentre non si è espresso sulla tempistica dell’operazione: “Stiamo aspettando che gli amministratori ci informino sulle ipotesi di fabbisogno dopodiché convocheremo un consiglio generale e dibatteremo”. Molto più esplicito e diretto il presidente del Sole, Giorgio Fossa che in un’audizione in Parlamento ha detto: “L’aumento di capitale lo stiamo definendo, sarà tra i 50 e i 70 milioni”.

Comunque, a tenere banco nell’ultima riunione del consiglio generale di Confindustria, c’è stata la disponibilità delle maggiori organizzazioni territoriali, non solo quindi Assolombarda, ma anche Roma, Brescia, Bergamo, Firenze, Torino e Verona (e alcuni dicono anche di Napoli) a partecipare con la confederazione all’aumento di capitale del Sole che potrebbe anche arrivare a complessivi 100 milioni di euro. Ma a precise condizioni che potrebbero non riguardare soltanto il gruppo editoriale, ma anche interventi e riassetti in viale dell’Astronomia.

Quello che è certo è che al Sole si metterà mano ad una sostanziale ‘spending review’. Ci sarà “una riduzione drastica del numero dei collaboratori esterni e degli editorialisti esterni. Questo ci permetterà di calmierare il numero del personale in esubero”. Così il presidente del gruppo Sole 24 Ore, Giorgio Fossa, davanti alle Commissioni finanze, cultura e attività produttive della Camera.

Il piano industriale, ha ricordato Fossa, “e’ stato elaborato ipotizzando una sostanziale stabilità dei ricavi del Gruppo a beneficio della valorizzazione delle attività più redditizie, con ricavi attesi a 295 milioni nel 2020 rispetto ai 284 milioni del preconsuntivo 2016”. Le azioni di contenimento dei costi diretti, operativi e costo del personale “consentiranno di migliorare notevolmente la marginalità raggiungendo Ebit positivi nell’arco di tempo del piano. In particolare l’Ebitda sempre a livello di Gruppo e’ atteso in forte miglioramento, dal valore negativo del 2016 preconsuntivo ad un margine operativo lordo positivo per 19 milioni già nel 2018.

“Coerentemente con la strategia di riorganizzazione del business, gli investimenti previsti a Piano sono volti a sostenere lo sviluppo del programma di digitalizzazione del Gruppo e a rinnovare le reti e i sistemi esistenti (7 -8 milioni all’anno nell’arco di Piano). Il piano industriale dell’area del Quotidiano prevede una sostanziale stabilità dei ricavi sia diffusionali che pubblicitari negli anni di Piano. L’importante ed ampio contenimento dei costi di produzione, di distribuzione e del costo del personale permetterà di raggiungere Ebit positivi nell’arco di Piano (1 milione nel 2018 e 9 milioni nel 2020 rispetto alla perdita di 27 milioni nel 2016 preconsuntivo)”, ha spiegato.

“Il Sole 24 Ore deve tornare al passato, tornare ad essere sempre più un giornale specialistico. I guai sono cominciati nel momento in cui qualcuno si e’ messo in testa che non doveva essere, con tutto il rispetto, il giornale dei ragionieri ma doveva diventare di tutti, generalista. Dovrà tornare ad essere, come e’ stato in passato, il primo dei secondi giornali italiani”, ha detto Fossa. Dopo “i grandi sprechi e grandi errori che sono stati fatti in questi ultimi anni” tornare a fare del Sole 24 Ore un giornale specialistico è la strada per “salvarlo”.

Se ci saranno “le condizioni” il gruppo avvierà un’azione di responsabilità civile nei confronti dei precedenti amministratori, senza attendere gli esiti della magistratura. Noi abbiamo iniziato un audit per verificare se c’e’ dal punto di vista civile la necessità di intervenire nei confronti degli amministratori precedenti. Se ci sono le condizioni dobbiamo intervenire perché non possiamo attendere i tempi della magistratura. Mi dispiace ma non possiamo fare altro perché devo salvare la società, i lavoratori e gli attuali amministratori. Abbiamo dato mandato all’ad perché intervenga”.

Potrebbero interessarti anche