Elezioni Coni, il Malagò bis è un trionfo

Il presidente uscente è stato rieletto con 65 voti su 75

ROMA – Come previsto praticamente già da prima dell’ufficializzazione della sua candidatura, Giovanni Malagò è stato rieletto alla presidenza del Coni.

Nel 2013, contro lo sfidante Raffaele Pagnozzi se la giocò fino all’ultimo voto, vincendo con 40 voti contro 35. Stavolta non c’era storia contro lo sfidante Sergio Grifoni, uscito allo scoperto due settimane prima delle elezioni e senza un piano preciso per la campagna elettorale che non ha fatto. Malagò ha vinto con 67 voti su 75 (89%), lo sfidante ha preso 2 voti, 5 le schede bianche e una nulla. Insomma, solo 8 dirigenti aventi diritto di voto non hanno espresso la loro fiducia in Malagò che, al contrario dei rumors che gli attribuivano qualche voto in meno, ha fatto davvero il pieno.

Prima delle votazioni, Malagò ha tracciato un bilancio del primo quadriennio: “Per la prima volta è stato redatto il bilancio di mandato: è il biglietto da visita più importante per comprendere ciò che è stato fatto. I 4/5 di quanto programmato è stato realizzato, altre situazioni non sono dipese dalla volontà del Coni. Penso però a quanto si è fatto in molti settori del nostro mondo: penso all’Istituto di Medicina e Scienza, alla formidabile crescita della Scuola dello Sport, penso al percorso fatto per riformare la giustizia sportiva e alla credibilità acquisita a livello internazionale relativamente al tema dell’antidoping, dove siamo diventati modello da imitare, attribuendo autonomia al sistema. E poi c’è il tema dello sport a scuola: ci abbiamo messo la faccia e le risorse, raccogliendo risultati importanti sotto il profilo della pratica sportiva. In 4 anni sono cambiati più volte i referenti a livello istituzionale e non è stato facile portare avanti le nostre istanze. Ora però è indispensabile avere una legislatura piena e pianificare la legge quadro del nostro sistema, non tenendo più conto di apparati legislativi che sono ormai desueti. Dobbiamo uscire dai recinti, dobbiamo volare alto, mettendo da parte i protagonismi e ogni conflitto d’interesse. E’ per legittimare la credibilità che ci viene riconosciuta, come conferma l’attribuzione di risorse del Governo per il progetto Sport e Periferie. Riusciremo a superare le difficoltà, a reperire nuove risorse, a uniformare statuti e regolamenti. I risultati sportivi poi sono sotto gli occhi di tutti: l’associazionismo di base è il nostro motore. Vogliamo andare avanti, facendo leva su coraggio e idee: poi la differenza la fanno le persone, soprattutto i 12 milioni di tesserati. Viva lo sport”.

Dopo l’elezione del presidente, sono stati votati i membri di Giunta. Qui lo scontro era forte tra i 15 candidati in corsa per i 7 posti.

In totale hanno votato 73 aventi diritto su 75, e alla fine sono stati eletti in quota presidenti e dirigenti, in ordine di numero di voti ricevuti, Chimenti (golf) che sarà anche vice presidente, Binaghi (tennis), Aracu (hockey e pattinaggio), Giomi (atletica), Ricci Bitti (ex presidente della federazione internazionale di tennis), Magri (ex presidente della pallavolo) e, dopo il ballottaggio, Roda (sport invernali) che ha superato nettamente Rossi (tiro a volo).

Sempre in Giunta, sono stati eletti D’Antoni in rappresentanza dei Comitati Regionali, Talento in rappresentanza dei Delegati Provinciali, Gallo (polisportive giovanili salesiane) per gli Enti di Promozione Sportiva, Sensini e Cammarelle per gli atleti e Tunisini per i tecnici.

Potrebbero interessarti anche