Mondiali di nuoto 2009, la storia infinita

Un’altra grana per il comitato organizzatore. Alla Federnuoto e al Comune danno erariale per 1,8 milioni

ROMA – La storia infinita dei Mondiali di Nuoto 2009 si arricchisce di un altro capitolo. La Procura della Corte dei Conti di Roma ha contestato ai due soci dell’evento, ossia la Federnuoto e il Comune di Roma, un danno erariale di 1,8 milioni di euro.
Il Pm Guido Patti, ha inviato un invito a dedurre ai due soci per quell’importo, che andrebbe a coprire l’intera somma di 3,6 milioni di euro (1,8 milioni sono stati già pagati alla prima contestazione dal Comitato all’Agenzia delle Entrate che aveva ottenuto così uno sconto) che la Corte dei Conti contesta come danno erariale.

Il motivo della richiesta si basa sull’avvenuta trasformazione del Comitato in ente commerciale, una soluzione che venne adottata, questa è la tesi difensiva, per consentire un risparmio di denaro, perché in quel modo è stato possibile detrarre l’iva. Ora i legali sono al lavoro, così come il Pm, e ciascuno andrà avanti per la sua strada difendendo le proprie tesi. Alla fine, però, qualunque sarà il verdetto, a pagare sarà sempre il cittadino, in quanto i due soci sono il Comune e la Federnuoto, quest’ultima giuridicamente soggetto privato ma comunque beneficiaria di contributi pubblici per diversi milioni di euro.
Quello che più lascia l’amaro in bocca di tutta questa vicenda è il fatto incontestabile che un evento sportivo e mediatico di successo internazionale qual è stato, sarà ricordato quasi esclusivamente per le vicende giudiziarie, le liti tra i due massimi dirigenti alla guida dell’evento (Barelli e Malagò), le opere incompiute e quelle finite e mai aperte.

di Federico Pasquali

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