Chi sono i nuovi cardinali scelti da Francesco

Quello di fine giugno sarà il quarto Concistoro convocato da Bergoglio in quattro anni.

ROMA- La decisione di Papa Francesco di nominare cinque nuovi cardinali ha colto tutti di sorpresa. Primo perché era ancora fresco il pacchetto di 17 porporati nominati nell’autunno scorso. E poi perché tra i prescelti non c’è nessun membro di curia e nessun italiano. Anche considerando i cardinali che quest’anno compiranno ottant’anni, perderanno cioè il diritto di voto in Conclave, non sembrava che ci fosse tutta questa fretta di riempire scranni vuoti.

Il Pontefice ha voluto sottolineare che “la loro provenienza da diverse parti del mondo manifesta la cattolicità della Chiesa diffusa su tutta la terra”. Si tratta di titolari di diocesi (o di ausiliari), mentre nessuna porpora è stata assegnata a vescovi operativi in Vaticano. Si ha inoltre la conferma che le diocesi “tradizionalmente” cardinalizie non esistono più. Bologna, Palermo, Toledo, Philadelphia, Baltimora e soprattutto Venezia e Torino restano ancora “in bianco”. Solo Barcellona, tra le sedi storiche avrà il proprio cardinale.

I cinque nuovi porporati sono vescovi provenienti da diverse aree geografiche: due europei, un asiatico, un africano e un latinoamericano. Vediamo più da vicino chi sono. Mons. Jean Zerbo, arcivescovo di Bamako, capitale del Mali, è noto per aver svolto un ruolo attivo nel processo di riconciliazione nel paese piegato da conflitti bellici e sociali durati anni. Zerbo è da diciannove anni alla guida della diocesi di Bamako, dopo esserne stato per sei vescovo ausiliare.

Vescovo ausiliario è anche mons. Gregorio Rosa Chàvez, dell’arcidiocesi di San Salvador. Riceverà la berretta, mentre il titolare ne è sprovvisto. Il prescelto è attivissimo nel sociale, essendo presidente della Caritas per l’America Latina e i Caraibi. Oltre che parroco della locale chiesa di San Francisco.

Dal Laos proviene mons. Louis-Marie Ling Mangkhanekhoun, vicario apostolico di Paksé, fondatore della “scuola di catechisti” e per anni impegnato a visitare gli sperduti villaggi sulle montagne laotiane.

I due europei sono mons. Juan José Omella, arcivescovo di Barcellona, e mons. Anders Arborelius, vescovo di Stoccolma. Il primo, molto vicino alla linea pastorale del Pontefice, guida la diocesi catalana da poco più di un anno. Il secondo sarà il primo cardinale scandinavo nella storia della Chiesa. Convertitosi al cattolicesimo all’età di vent’anni, Arborelius ha studiato in Belgio e a Roma, diventando nel 1998 il primo vescovo cattolico di Svezia dal tempo della Riforma luterana.

 

 

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