Lazio, il bilancio di una stagione

Un campionato cominciato nel peggiore dei modi, finito al contrario in modo più che lusinghiero

ROMA – A una giornata dalla fine la stagione 2016-17 della Lazio si può definire già conclusa, con un bilancio più che lusinghiero consacrato dal ritorno della squadra in Europa.

E dire che invece il campionato era iniziato nel modo peggiore. Sul mercato venti di burrasca con il litigio tra l’allenatore in pectore Marcelo Bielsa, detto “El Loco” che, per arrivare in biancoceleste voleva acquisti mirati e importanti, autonomia e una rivoluzione a Formello. Finirà come Celestino V, eletto al soglio pontificio il 5 luglio 1294 e dimessosi dopo pochi mesi, passato alla storia come il “Papa del gran rifiuto”.

E poi le famose “barriere”, vetrate in materiale infrangibile a dividere in due la curva, le interminabili file all’ingresso, i controlli esasperati dove, ai tifosi, viene chiesto talvolta anche di togliere le scarpe, le difficoltà di acquisto del biglietto, i prezzi alle stelle, il nuovo piano parcheggi dall’altra parte del Tevere. Insomma, ad agosto l’ambiente Lazio sembrava più vicino alla rarefazione come mai nella storia.

A questo punto una svolta che, tra qualche anno, sarà certamente ricordata come uno dei – tanti – momenti… tipicamente e storicamente laziali. La curva decide coraggiosamente di rientrare “…per far crescere ancora generazioni di giovani tifosi”. Ed anche alla luce di uno stadio tristemente vuoto anche nel primo derby di stagione. E i risultati stanno lì a dimostrare la svolta: gli oltre cinquantamila di Lazio-Sampdoria (tantissime le famiglie presenti grazie anche a una riduzione del prezzo dei biglietti), i settantamila della finale di Coppa Italia, l’entusiasmo in città per la conquista della supremazia stagionale cittadina, ottenuta grazie a una storica semifinale della coppa nazionale, confermata sul campo dal successivo derby di campionato nonostante i pesanti errori arbitrali.

Oltre alla piazza d’onore e alle soddisfazioni nella stracittadina, questa stagione sarà ricordata anche per l’esplosione di giocatori come Immobile, a un passo dal vincere la classifica cannonieri e leader anche in Nazionale, di Keita o di Milinković-Savić, serbo, nato in Spagna ma che, negli atteggiamenti, sembra già un tifoso biancoceleste.

Piace ricordare anche il trionfo della linea verde biancoceleste: Strakosha (all’esordio a San Siro), Lombardi (esordio con gol a Bergamo, prima di campionato), Cataldi, Crecco, Tounkara e Murgia (entrambi esordio contro il Pescara), Rossi (esordio con il Crotone). Erano i ragazzini di Inzaghi, alla guida della Primavera biancoceleste. Lo hanno fatto vincere e ora il tecnico si fida di loro e gli spalanca le porte della prima squadra.

Il resto della stagione 2016-17 in pillole…
• Il quarto piazzamento per i gol fatti.
• La gara con più gol del campionato (Lazio-Sampdoria 7-3, seguita a un altro spettacolare 6-2 al Palermo).
• L’attaccamento alla maglia di tanti giocatori della Lazio dimostrato in più di una occasione.
• I mille tifosi presenti alla stazione Termini per salutare la squadra in partenza per la trasferta vietata di Napoli.
• Il ritorno del programma “Lazio nelle scuole”.
• Maradona ospite a Formello che canta l’inno della Lazio e magnifica la tifoseria biancoceleste.
• Quello striscione di saluto issato dai tifosi – ultima in casa, Lazio-Inter – a Francesco Totti, capitano della Roma e rivale storico.
• Quella stupenda coreografia del derby che ha fatto il giro del Mondo. Una scritta bianca in campo celeste realizzata chirurgicamente con i cartoncini (S.S. Lazio) e un’aquila scontornata alta 70 metri ad ergersi fiera e maestosa.
• Quei cinque minuti commoventi, che tanto hanno ricordato il triste epilogo della finale di Coppa Uefa del 1998 quando, nonostante ad alzare la coppa fosse la squadra avversaria, al Parco dei Principi di Parigi, esplodevano i cori dei supporters laziali. A distanza di vent’anni questa emozione si è rinnovata al fischio finale di Lazio-Juventus, ultimo atto della Coppa Italia.
• Un’altra finale che già attende il popolo dell’aquila: sempre contro la Juventus per la Supercoppa Italiana.
• E, anche e soprattutto, la foto ufficiale della squadra che, solitamente, è scattata nei luoghi simbolo della città o, alla peggio, a Formello e che ha visto invece, per una volta quest’anno, una location d’eccezione ad Amatrice.

Ecco: è forse questo il momento da incorniciare di una stagione destinata a passare alla storia.

di Fabio Argentini

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