Gianfranco Fini, sequestrato 1 milione di euro per riciclaggio

L’ex presidente della Camera dei Deputati sarebbe coinvolto nell’attività illecita del ‘re delle slot’ Francesco Corallo

ROMA- Due polizze vita, per un valore totale di un milione di euro, sono state sequestrate a Gianfranco Fini  su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma. Con l’operazione “Rouge et noir”, il Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (Scico) della Guardia di Finanza ha eseguito un decreto di sequestro preventivo di due polizze vita con valore di riscatto per 495.000 euro, nei confronti dell`ex presidente della Camera dei Deputati, già indagato dalla Procura di Roma per concorso in riciclaggio.

Il provvedimento è scattato a seguito di un approfondimento investigativo dell`indagine che già aveva portato, lo scorso dicembre, all’arresto del ‘re delle slot’ Francesco Corallo e di altre quattro persone, tra i quali figurava anche l’ex parlamentare del Pdl Amedeo Laboccetta, oltre a Alessandro La Monica, Rudolf Theodoor, Anna Baetsen, e Arturo Vespignani . I quattro erano  stati accusati di essere promotori e partecipi di un’associazione a delinquere a carattere transnazionale dedita ai reati di peculato, riciclaggio e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

Da quanto si apprende, è emerso che il profitto illecito del gruppo, una volta ‘depurato’ tramite riciclaggio, sarebbe stato impiegato da Corallo in attività economiche e finanziarie ed in acquisizioni immobiliari che hanno visto il coinvolgimento di Elisabetta Tulliani, moglie di Fini, suo fratello Giancarlo Tulliani, e il padre Sergio. I membri della famiglia Tulliani sono stati a loro volta indagati per riciclaggio e reimpiego e già destinatari, lo scorso 14 febbraio, di un provvedimento di sequestro del valore di 7 milioni di euro.

Il sequestro di oggi, sarebbe in particolare giustificato dal coinvolgimento dell’ex presidente della Camera dei Deputati nella vicenda dell’appartamento ceduto da Alleanza Nazionale alle società offshore Printemps e Timara, riconducibili a Giancarlo e Elisabetta Tulliani. Questo “negozio giuridico, realizzato alle condizioni concordate con Francesco Corallo ed i Tulliani, è stato deciso da Gianfranco Fini nella piena consapevolezza di tali condizioni”, giocando quindi un ruolo centrale nell’attività illecita di Corallo.

Da parte sua, sentito dalla procura di Roma lo scorso aprile, Fini si è detto estraneo ai fatti. Il fascicolo che lo riguarda è una tranche dell’inchiesta sulla presunta associazione a delinquere transnazionale che, secondo chi indaga, riciclava tra Europa e Antille i proventi del mancato pagamento delle imposte sul gioco on-line e sulle video-lottery. Fini respinge ogni accusa e fa sapere di aver denunciato per calunnia Laboccetta, dalle cui dichiarazioni sono nate le accuse dirette all’ex presidente della Camera.

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