Raggi: “Se rinviata a giudizio non mi dimetto”

Renzi: "Secondo me la Raggi fa bene", Di Maio: "Normale procedura, seguiremo codice etico"

ROMA – “Direi di no»” è la secca risposta della sindaca Virginia Raggi alla domanda se si dimetterà nel caso in cui sarà rinviata a giudizio per la nomina di Raffaele Marra, ex capo del suo personale nonché suo braccio destro, per la quale è accusata di falso e abuso d’ufficio. “Stiamo parlando – ha detto ai giornalisti – in questo momento di una cosa che non è attuale, e comunque direi di no”, sono state le parole della sindaca arrivate al convegno patrocinato dalla Segreteria vaticana per la Comunicazione, al quale ha partecipato anche il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio.

E’ stata respinta anche l’istanza della difesa che riteneva non si potesse procedere col rito immediato per via di una serie di lacune nel fascicolo del pubblico ministero, i giudici hanno infatti disposto che si procederà nell’immediato, il prossimo 20 giugno.

Renzi: “Brava Virginia” Sul punto è intervenuto anche l’ex premier Matteo Renzi: “Raggi dice: se mi rinviano a giudizio non mi dimetto. Brava Virginia, secondo me la Raggi fa bene, è giusto esigere il rispetto della Costituzione e del garantismo dunque sono totalmente d’accordo”, ha detto il segretario del Pd, a “Ore nove” la “trasmissione” web del Pd che parte oggi. “Ora – ha aggiunto – rimane da capire perché i cinque stelle quando gli altri prendono un avviso di garanzia fanno una grancassa pazzesca e quando uno dei loro viene rinviato a giudizio dicono che c’è la presunzione di innocenza: o c’è sempre o non c’è mai”.

Raggi testimonierà per Marra La sindaca sarà inoltre tenuta a testimoniare per la difesa di Marra, a processo per corruzione in concorso con il costruttore romano Sergio Scarpellini: «Il dovere di testimonianza è previsto dal codice e quindi andrò come previsto dalla legge», sono le parole della sindaca. I giudici della seconda sezione penale hanno ammesso dieci testimoni per ciascuno dei due imputati, tra i quali Virginia Raggi che, come annunciano gli avvocati di Marra Francesco Scacchi e Fabrizio Merluzzi, comparirà in aula il 30 giugno. “Il nostro obiettivo è duplice – dichiara uno dei legali – Vogliamo che la Raggi venga in aula a confermare che mai Marra si è interessato a pratiche che riguardavano Scarpellini e vogliamo che dica che è stata proprio lei a volerlo al suo fianco come esperto conoscitore della macchina amministrativa”. Lo stesso Marra che la sindaca, il giorno dell’arresto, lo scorso 16 dicembre, ha definito “uno dei 23 mila dipendenti del Comune”.

Di Maio: “Normale procedura” Lo stesso Di Maio, a proposito della vicenda giudiziaria, interpellato sulla possibilità che la sindaca possa essere indagata, ha risposto secco: “Nel caso faremo ciò che il nostro codice etico stabilisce”, aggiungendo che la testimonianza del sindaco Raggi al processo Marra “è una normale procedura, tutti i cittadini se chiamati a testimoniare hanno il dovere di andare”.

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