Gli ambulanti protestano in Aula commercio

"Su questo regolamento state ancora dicendo bugie. Prego i cittadini di ragionare con la propria testa. I veri cambiamenti vanno fatti dal basso", le parole del relatore del M5s, Andrea Coia.

ROMA – “Sei un infame”, si sente nell’Aula Giulio Cesare dopo l’intervento del relatore della delibera M5S, Andrea Coia, sul commercio su suolo pubblico. “Su questo regolamento state ancora dicendo bugie. Prego i cittadini di ragionare con la propria testa. I veri cambiamenti vanno fatti dal basso”, sono le parole pronunciate da Coia mentre si discutono gli ultimi 30 emendamenti, dopo la maratona notturna di due giorni fa.

“Ve n’andate si o no?”, subito dopo l’intervento sono partiti insulti vari indirizzati all’opposizione del Pd, da parte degli ambulanti giunti in aula. Uno di loro ha spiegato: “Siamo qui per protestare per il nuovo regolamento che tra un anno e mezzo ci renderà tutti disoccupati”. Alessia Salmoni, della Uil settore commercio ha aggiunto: “Facciamo appello alle più alte cariche dello Stato affinché fermino questo consiglio comunale, perché è un attacco alla democrazia”.

“Invito il personale della polizia locale a far uscire dall’Aula le persone che nella parte sinistra dell’Aula non consentono la prosecuzione dei lavori”, ha segnalato il presidente dell’Aula Marcello De Vito, sospendendo i lavori per il tempo necessario a riportare la calma. Il presidente dell’Aula si rivolge poi al relatore Andrea Coia, esortandolo a rivolgersi alla presidenza e ai suoi colleghi, non al pubblico, “perché si possono creare queste situazioni”

Pd: De Vito presidente del M5s I toni sono accesi nell’Aula commercio “Presidente, se non vuole darci la parola ci metta il bavaglio. Si prenda delle gocce”, ha protestato la capogruppo del Pd Michela Di Biase. “Presidente, le chiedo di sospendere la seduta, perché lei ha già richiamato Coia per la prima volta insieme ai suoi colleghi quando hanno mostrato i cartelli, quindi sarebbe giusto sospendere la seduta. Lei sta facendo il presidente dei 5 stelle”, ha sottolineato.

Per il Partito democratico il regolamento proposto dai pentastellati sarebbe troppo blando nei confronti degli ambulanti, poiché non tutelerebbe a sufficienza il decoro delle aree di pregio cittadine e sanerebbe le licenze anomale. Per i grillini sarebbe invece una svolta che Roma attendeva da tempo, con introduzione della novità delle licenze anagrafiche. Nel mezzo ci sono poi i diretti interessati, gli ambulanti, che hanno più volte lamentato di non essere stati interpellati durante la stesura delle nuove regole: “Ci avete ignorato, buffoni”.  “In Campidoglio continuerà l’opposizione ad un regolamento che devasta la città per favorire pochi operatori. Un’opposizione condotta insieme a tanti cittadini, associazioni e blog, che vogliono vedere un cambiamento vero e non il ritorno a vecchie pratiche consociative” dichiarano i dirigenti del Pd romano.

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