La Raggi vuole chiudere i campi Rom

In due anni e con i soldi dell'UE

ROMA – Approvato dalla giunta del Comune di Roma un piano per il superamento e la chiusura dei campi rom nella Capitale. L’obiettivo è ripristinare la legalità e favorire l’inclusione considerando gli abitanti dei campi come tutti i cittadini e proponendo loro un “Patto di responsabilità” con precisi diritti e doveri per sviluppare percorsi di scolarizzazione, occupazione, abitazione e salute.

A Roma si è da poco concluso il censimento dei campi, realizzato dalla Polizia locale, da cui emerge che ad oggi negli attuali 9 villaggi la popolazione rom è pari a 4.500 persone. Il piano partirà dai campi La Barbuta (656 persone organizzate in circa 100 nuclei familiari) e La Monachina (115 persone in circa 30 nuclei familiari): saranno chiusi entro due anni tramite l’utilizzo di 3,8 milioni di fondi europei disponibili sul bilancio comunale 2017.

“Finalmente a Roma saranno superati i campi rom: abbiamo approvato un piano che ci consente di riportare Roma in Europa”, ha detto la sindaca Virginia Raggi commentando l’iniziativa in una conferenza stampa in Campidoglio: “Abbiamo preso le migliori prassi, quelle che hanno funzionato e le abbiamo portate a Roma. Iniziamo con due campi, La Barbuta e Monachina, nel frattempo sugli altri campi saranno avviati dei progetti campo per campo insieme ai Municipi. L’Italia ha avuto per anni a disposizione fondi europei che non ha mai utilizzato, continuando a spendere tra i 24 e i 30 milioni annui per mantenere in vita i campi: noi con risorse europee iniziamo un percorso di superamento che da anni Roma e l’Italia chiedevano. Siamo visibilmente soddisfatti”.

Il progetto prevederebbe, quindi, non soltanto la redistribuzione dei gruppi rom, sinti e caminanti in case popolari, seguendo criteri di reddito e familiari, ma li inserirebbe anche in un progetto di incremento della scolarizzazione e di avvio verso “piccole realtà imprenditoriali” garantendone il sostentamento.

“Con questo piano – ha continuato Raggi – mettiamo fine anche all’epoca dell’assistenzialismo: non a caso uno dei primi atti della nostra amministrazione è stato revocare i bandi in corso, abbiamo fermato una mangiatoia che per troppi anni c’è stata sui campi da parte della criminalità e di Mafia Capitale”.

Se il piano si realizzasse davvero, l’amministrazione capitolina compirebbe uno straordinario passo in avanti, dal momento che finora si è caratterizzata per una eccezionale capacità di veto nei confronti di qualsiasi progetto di qualsiasi natura.

Potrebbero interessarti anche