Crisi idrica: rischio razionamento dell’acqua

La società Acea potrebbe essere costretta a raddoppiare la captazione di acqua dal lago di Bracciano. Il Comitato Difesa Lago di Bracciano: “Non si può più stare a guardare”

ROMA – La società Acea potrebbe essere costretta a raddoppiare la captazione di acqua dal lago di Bracciano, a nord della Capitale, già sotto i livelli minimi stabiliti dalla convenzione del 1990. La crisi idrica sbarca quindi anche nella città eterna, considerata da sempre fuori pericolo per il millenario sistema di sorgenti che conserva nel sottosuolo: le famose 7 fonti, Acqua Vergine, Acqua Marcia, Alessandrino, Paolo, Felice, Peschiera e Delle Capore, non sono infatti più sufficienti per fronteggiare la siccità e mantenere gli standard delle utenze per i 2,8 milioni di persone residenti in città, per non contare le centinaia di migliaia di immobili a destinazione commerciale.

La captazione “aggressiva” di acqua dal lago a nord della Capitale, il cui livello sarebbe diminuito del 47% per lo straordinario calo delle piogge che si è registrato negli ultimi due anni, desta preoccupazione fra i residenti dei comuni lacuali, in particolare nel timore che l’ulteriore abbassamento del livello del lago possa andare a compromettere l’ecosistema dell’intero quadrante

Il Comitato Difesa Lago di Bracciano – “Non si può più stare a guardare”, è l’appello alla mobilitazione generale di tutta la cittadinanza per fermare le captazioni Acea, colpevole di non aver avviato una programmazione in questi anni. “Lanciamo un appello alla mobilitazione a tutti i cittadini che hanno a cuore la difesa del lago di Bracciano. Non si può più vedere il lago di Bracciano scendere di livello un giorno dopo l’altro. Molte specie sono già state messe a rischio ed altre lo saranno a breve. Il gigante Acea può oggi contare, per sua stessa ammissione, solo su questa fonte di approvvigionamento per dare acqua a vaste zone di Roma ed ad altre decine di Comuni del Lazio.”

Da parte sua la società idrica, partecipata al 51% dal Campidoglio, ha fatto sapere: “Nei prossimi giorni comunicheremo le iniziative che la società sta prendendo per tutelare il territorio”. Secondo alcune fonti inoltre, sussiste la possibilità di arrivare a misure drastiche per il “risparmio idrico”, che prevedrebbero una turnazione fra i quartieri per ridurre al minimo i disagi.

Minnucci (Pd), dalla parte del comitato – Emiliano Minnucci, deputato del Pd, ha definito “scandalosa” la comunicazione lanciata da Acea a tutti i comuni del servizio idrico Ato2, nonché “da contrastare immediatamente per non vedere il Lago di Bracciano sparire già a partire dai prossimi mesi.” Il deputato parla inoltre di “una decisione indegna e oltraggiosa” per la quale “è necessario intraprendere un’azione forte e determinata che vada oltre i tavoli tecnici proposti dai tre comuni rivieraschi”, anche a costo di “andare sotto il palazzo di Acea con bandiere e fischietti. “Penso sia arrivato il momento di affrontare la vicenda anche sul piano della giustizia, sia essa amministrativa, civile o penale”, aggiunge Minnucci, esortando amministratori e cittadini ad unirsi a lui portando la questione anche fuori dalle sedi istituzionali con iniziative forti e determinate.

Trastevere si sveglia senza acqua – Intanto ieri uno dei quartieri storici della Capitale, Trastevere, si è svegliato senza acqua nei rubinetti o con un forte abbassamento di pressione. Segnalazioni alla società idrica sono arrivate da tutta la zona: abitazioni private, uffici, bar e ristoranti. Secondo quanto comunicato dalla società capitolina, “durante la manovra di riallineamento del serbatoio di Villa Pamphili, si è registrato un momentaneo blocco dell’erogazione idrica, provocando un abbassamento della pressione dell’acqua”. Non solo Trastevere, ma anche zone limitrofe come Marconi e Portuense hanno registrato problemi.

 

 

 

 

 

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