Rai, Leone si sfila. Tornano in corsa gli altri

Lo storico dirigente della tv di Stato non accetta la nomina a direttore generale

ROMA – Giancarlo Leone non tornerà in Rai. L’ex uomo della tv di Stato (nella sua lunga carriera a viale Mazzini ha ricoperto diversi importanti incarichi), ha definitivamente messo a tacere le voci che lo davano come favorito successore del dimissionario Antonio Campo Dall’Orto.

Leone, ha fatto sapere oggi attraverso un Tweet, della sua decisione di non accettare la nomina a direttore generale della Rai. Deve occuparsi della sua azienda appena nata (a fine 2016 ha infatti fondato una propria società di consulenza, la «Q10 Media») e dell’Apt, l’Associazione Produttori Televisivi di cui è presidente da aprile scorso. I rischi di un ritorno a Viale Mazzini sono troppo alti per la sua vita personale e la sua reputazione.

Slitta quindi con ogni probabilità a giovedì 8 giugno, la riunione del Consiglio di amministrazione Rai che era stata fissata, anche se non in via ufficiale, per oggi. Manca infatti ancora, l’accordo sul nome del nuovo direttore generale dell’azienda da nominare al posto di Dall’Orto. L’indicazione deve venire dal Mef, azionista di riferimento della Rai. Insieme al Cda slitta anche la riunione dell’assemblea degli azionisti che era prevista per stamattina.

Il prossimo direttore generale, dovrà traghettare l’azienda fino al termine del mandato (agosto 2018) e risolvere alcuni dossier rimasti sul tavolo del Dg: dal tetto di 240 mila euro ai compensi degli artisti ai palinsesti autunnali che saranno presentati a fine giugno fino al nuovo piano dell’informazione.

Serve, senza dubbio, qualcuno che conosca bene l’azienda e per questo i nomi che circolano con maggiore insistenza in subordine erano quelli di Antonio Di Bella, direttore di Rainews; Paolo Del Brocco, ad di Rai Cinema; Nicola Claudio, direttore della segreteria del cda; Nino Rizzo Nervo, vicesegretario generale di Palazzo Chigi; Claudio Cappon, ex dg Rai ora in pensione.

Tornando a Leone c’è chi scommette sul mai dire mai.

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