Roma deve tornare a essere elemento di traino

Così il presidente della Camera di commercio di Roma, Lorenzo Tagliavanti, nel corso del consiglio generale

ROMA – “Roma deve tornare a essere un elemento di traino, sopratutto nell’economia. Essere la Capitale non è una onorificenza ma una responsabilità”. Così il presidente della Camera di commercio di Roma, Lorenzo Tagliavanti, nel corso del consiglio generale della Cciaa di Roma ricordando il ruoli delle altre capitali d’Europa. “Trainano i loro Paesi e stanno preparando programmi di sviluppo a medio e lungo termine. Roma può e deve tornare a essere attrattiva, perché la competitività si gioca a livello di sistema territoriale” ha aggiunto.

“Le imprese possono tornare a essere vincenti se vivono un contesto competitivo, perché – come spiegato da Tagliavanti – una impresa forte in un cattivo contesto non funziona, mentre una impresa normale in un buon contesto fa successo. Se non vogliamo scivolare in un declino senza ritorno bisogna partire senza indugio in un dibattito con le nostre città. Dobbiamo lavorare insieme uniti. In Cciaa è stata ritrovata l’unità tra le forze del tessuto economico della città”.

Secondo il numero uno della Camera di Commercio, “la crisi ha cambiato il volto di Roma e provincia. Aumenta infatti il numero dei lavoratori e delle imprese, ma senza innescare un percorso di crescita economica. Roma sembra essere diventata la ‘città dei lavoretti’ e dell”impresa per necessità’ con i giovani penalizzati e un tessuto polverizzato”.

“Molte aziende si stanno riposizionando, lasciando Roma che non gode di buona immagine. Roma – ha aggiunto – è molto debole rispetto alle sue enormi potenzialità, si trova in posizione marginale. Fa notizia una grande impresa che chiude ma sono peggio gli investimenti che non riusciamo ad attrarre”.

Per Tagliavanti quello della Capitale è un problema nazionale. “Roma non solo non riesce a svolgere un ruolo motore di sviluppo per l’Italia, ma esprime risultati economici inferiori a quelli del resto del Paese. Questo è un problema nazionale perché la crescita del Paese passa per la sua Capitale”.

Il presidente ha inoltre ricordato che “fino al 2007 l’area romana cresceva più della media nazionale. Dal 2011 siamo stati colpiti duramente perché la crisi ha impattato su tre pilastri: è crollata la domanda interna, con i consumi spostati su canali digitali e su una offerta commerciale nuova; la contrazione della spesa pubblica, con importanti vincoli di bilancio da parte di tutte le istituzioni. Terzo, la crisi del settore delle costruzioni con il crollo del mercato immobiliare. Roma si è fatta trovare impreparata. Dal 2014 ci sono segnali di miglioramento ma i valori pre-crisi sono molto lontani. L’auspicio è che i recenti dati positivi dell’Istat si consolidino in un percorso di crescita strutturale”.

“Noi, come Camera di Commercio – ha concluso Tagliavanti – siamo pronti a fare la nostra parte affiancandoci a tutte le istituzioni, a partire dalla Regione Lazio e il Comune di Roma. La Camera vuole trovare delle collaborazione: con alcuni enti è più facile, con altri meno. Vorremmo trovare una collaborazione significativa con il comune di Roma e non è sempre facile”.

A rispondere all’appello, lanciato da Tagliavanti, è stato il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, intervenendo al Consiglio della Cciaa.

“Dobbiamo metterci d’accordo su un punto – ha dichiarato Zingaretti -: la città del presidente della Repubblica, del Governo, della Santa Sede e del Colosseo da sola non basta e non è sufficiente a creare sviluppo. La ripresa non si può sviluppare attraverso l’enfatizzazione di questi, certo importantissimi, patrimoni. Occorre dunque capire come costruire il rilancio. La competizione di Roma non deve essere con Milano, altrimenti abbiamo già perso. Deve essere con Parigi, Berlino, Londra.

“Quelle espresse oggi nella sua relazione dal presidente Tagliavanti sono preoccupazioni da tenere in considerazione. Non per gettare la spugna e arrendersi, ma per reagire. E reagire significa lavorare insieme avendo un approccio collaborativo e aperto”.

 

 

 

 

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