L’Inps metafora della vita: prima ti dà poi ti toglie

L'ennesimo paradosso dell'Inps dimostra come la burocrazia (non) funziona in Italia

ROMA – Emerge dalle nebbie della burocrazia italiana un altro dei suoi leggendari paradossi. Pare infatti che l’Inps abbia recentemente fatto marcia indietro sugli aiuti concessi (tramite sgravi fiscali) ad aziende interessate dal terremoto in Sicilia del 1990 e dall’alluvione in Piemonte nel 1994, adottando una disparità di trattamento che lascia spazio a infinite diatribe e procedure legali.

Già nel 2003 era stata approvata una legge che equiparava le aziende danneggiate piemontesi a quelle siciliane, garantendo la regolarizzazione della propria posizione a chi, a causa dei gravi danni subiti, non aveva potuto versare tributi e contributi per gli anni 1995-1997. Si concedeva alle imprese di versare soltanto il 10% del denaro dovuto allo Stato e di presentare richiesta per il rimborso del 90% delle tasse versate per le aziende aventi diritto qualora ne avessero già pagato l’intero ammontare.

L’Inps provvide dunque al rimborso delle somme dovute, quando l’apertura di un contenzioso con le aziende portò il problema alle orecchie della Commissione Europea tramite il Tribunale di Cuneo. La stessa Commissione, dapprima lamentando la mancata notifica da parte del governo italiano di tali agevolazioni fiscali alle imprese, pubblicò nell’agosto 2015 la propria decisione, secondo cui si riconosceva l’impossibilità oggettiva di quantificare gli aiuti concessi alle imprese calamitate.

Il tutto era dovuto al fatto che, secondo il Codice Civile e la legislazione fiscale italiana, l’obbligo di conservazione della documentazione amministrativa e contabile è al massimo di 10 anni. Dal momento che i fatti risalivano ad oltre 20 anni prima, non potendo così accedere ai documenti originali, risultava impossibile determinare sia l’importo dei danni subiti sia l’importo già compensato dall’Inps.

La Commissione disponeva dunque che l’Inps potesse chiedere il rimborso degli aiuti concessi solo alle aziende beneficiarie con sede operativa in luoghi non toccati dalle calamità naturali al momento dell’evento (!)

Nelle ultime settimane, tuttavia, l’Inps ha richiesto la restituzione dello sgravio anche a quelle imprese che, ai tempi dell’alluvione in Piemonte, avevano sede operative nelle aree colpite, contravvenendo alla decisione della Commissione e ratificata dall’Italia. Il tutto accade dopo che nel 2015 si era stabilito che i terremotati in Sicilia – precedentemente equiparati agli alluvionati del Piemonte – versassero solo il 10% delle imposte, come previsto dalla legge del 2003.

La vicenda kafkiana salta all’occhio del senatore Mauro Marino (Pd) che in un’interrogazione al Ministro dell’economia Padoan chiede che il governo intervenga per sanare l’evidente disparità di trattamento fra due gruppi di imprese, le une beneficiarie degli sgravi che vengono oggi chiesti indietro dall’Inps, e le altre che chiedono la restituzione del 90% di quanto già versato per intero.

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