Alla Farnesina va in scena il carosello degli ambasciatori

Pietro Sebastiani presso la Santa Sede. Pasquale Terracciano da Londra a Mosca

ULTIM’ORA – L’Ambasciatore Pietro Sebastiani sarà il nuovo rappresentante italiano presso la Santa Sede e il Sovrano Ordine di Malta. Esperite le procedure di rito – che per il Vaticano sono, se possibile, più rigorose delle altre diplomazie del mondo – il Consiglio dei ministri di domani dovrebbe ufficializzare la nomina.

Sebastiani, 60 anni, di Capannori in provincia di Lucca, è stato fino ad oggi, anzi fino a domani direttore generale per la cooperazione allo sviluppo del Ministero degli Esteri. E prima ancora ambasciatore a Madrid. Sostituisce a Palazzo Borromeo Daniele Mancini

 

ROMA – Il grande appuntamento si avvicina e alla Farnesina si respira un’aria di grande eccitazione che contagia, non si capisce bene perché, tutti gli uffici. Siamo alla vigilia del “grande movimento” che all’incirca ogni tre anni ridisegna la geografia delle nostre rappresentanze diplomatiche all’estero.

“Big June” direbbe John Milius parafrasando il suo film del ’78 quando due giovani surfisti aspettano la grande onda sulla spiaggia di Malibù. Meno eroicamente ma con non minore trepidazione, qui si aspettano le nomine nelle nostre principali Ambasciate, che a loro volta innescheranno il carosello delle sedi minori o disagiate.

A guidare le danze sono le due figure apicali dell’amministrazione diplomatica: l’ambasciatrice Elisabetta Belloni, 58 anni, Segretario generale della Farnesina, potente grand commis che ha bruciato le tappe della carriera, e il Capo di gabinetto del ministro Alfano, Gian Lorenzo Cornado, stessa età, ex ambasciatore a Ottawa. Sotto di loro si muovono gli sherpa che, dentro e fuori della Farnesina, tirano la volata agli aspiranti ambasciatori.

Com’è prassi diplomatica, rigorosamente regolata dalla Convenzione di Vienna del 1961, guai a fare, o anche soltanto a ipotizzare, i nomi dei prossimi ambasciatori italiani nelle più importanti sedi del mondo. Cala immediatamente la saracinesca del Cerimoniale che li renderà noti solo dopo aver ricevuto il gradimento e aver presentato le credenziali al capo dello Stato estero di destinazione.

Ma è ovvio che un organigramma del genere non si improvvisa e infatti da mesi ci si sta lavorando al piano nobile del palazzo del Foro Italico. Romacapitale.net ha ripercorso tappa dopo tappa quel lavoro ed è oggi in grado di avanzare una previsione che è molto più di un pronostico.

Secondo le informazioni in nostro possesso, l’unico escluso dal grande carosello sarà Armando Varricchio, nostro ambasciatore a Washington da appena un anno. Anche nella visita di ieri di Trump a Roma pare che nei colloqui con il Segretario di Stato Usa, Rex Tillerson, non si sia fatto cenno ad alcun avvicendamento.
Per rimanere negli Stati Uniti, cambierà invece il rappresentante italiano alle Nazioni Unite. Sebastiano Cardi siede al palazzo di vetro di New York dal 2013 e si appresta a fare le valigie, per trasferirsi però, sempre in casa Onu, a Ginevra. Al suo posto arriverà una donna, Mariangela Zappia Caillaux, dal 2014 Ambasciatrice presso il Consiglio Atlantico a Bruxelles e due anni dopo nominata consigliere diplomatico del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, prendendo proprio il posto di Varricchio a Palazzo Chigi.

Stesso giro, altra corsa. Questa volta ci spostiamo a Londra dove probabilmente si appresta a sbarcare l’ambasciatore Raffaele Trombetta, una volta portata a termine la sua funzione di  sherpa italiano per il prossimo G7 e G20.

Dà il cambio al napoletanissimo Pasquale Terracciano che sedeva al 14 di Three Kings’ Yard esattamente da quattro anni. Normale avvicendamento o promozione? Certo è che la nuova sede di Mosca a cui probabilmente sarà destinato è una di quelle intorno a cui ruoteranno le più sensibili strategie diplomatiche del mondo.

Infine la “ville lumière”, Parigi, l’Ambasciata che ogni diplomatico porta nel cuore da quando entra in carriera. Lascia la splendida sede dell’Hôtel de La Rochefoucauld-Doudeauville Giandomenico Magliano, anche lui dopo quattro anni. Al suo posto dovrebbe arrivare dal Ministero l’ambasciatore Luca Giansanti, attuale direttore generale per gli Affari Politici e di Sicurezza alla Farnesina.

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