La legge elettorale inciampa al primo ostacolo

Passa a sorpresa un emendamento bocciato in Commissione. Pesanti scambi di accuse tra i neo alleati.

ROMA – Sulla legge elettorale vacilla il patto tra Pd-M5S-Fi-Lega. Anzi il deputato dem Emanuele Fiano, non un peone qualsiasi ma il relatore della riforma, scandisce: “La legge elettorale è morta, e l’hanno uccisa i 5 Stelle”. Ma i grillini lasciano una porta aperta: “Da irresponsabili far cadere la legge elettorale per colpa del Trentino”, dichiara Roberto Fico, riferendosi all’emendamento diventato il casus belli di una mattinata politicamente complicata.

E’ successo infatti che al primo voto segreto di stamattina in aula alla Camera, la bolzanina Biancofiore di Forza Italia presenta un emendamento per fare applicare la nuova legge anche nel Trentino Alto Adige, dove vigono ancora i collegi uninominali che permettono alla Svp di fare il pieno di deputati.

I relatori del neonato “patto a quattro” avevano espresso parere contrario e quindi si attendeva un no compatto. A sorpresa invece l’emendamento è stato approvato con 270 voti favorevoli e 256 contrari. Sono seguiti momenti di grande confusione, caccia ai franchi tiratori, accuse reciproche tra Pd e Cinque Stelle.

Ad infiammare ancora di più gli animi ci si è messo il tabellone dei risultati della Camera, che per un guasto tecnico ha reso “palese” il voto segreto, mostrando a tutti la suddivisione dei voti con cui la maggioranza è stata battuta. I voti verdi di approvazione dell’emendamento sono una marea nel settore del M5S, ma mancano anche 59 voti dai banchi di Pd, Fi, Lega e Svp. Imbarazzi, scuse, proteste, con la presidente della Camera che parla di “disguido tecnico”, mentre i grillini chiedono la testa del/della responsabile o le dimissioni della Boldrini.

“I 5 stelle rivelano tutta la loro doppiezza, affossano la legge elettorale per coprire le loro spaccature interne. Giocano tutte le parti in commedia, votano la legge in commissione e la affondano in aula usando il voto segreto. Sempre più falsi, sempre più dannosi”, va giù pesante Ernesto Carbone, parlamentare del Pd. “Il Pd si sbriciola sul voto segreto”, replica il deputato grillino Danilo Toninelli.

Fatto sta che già prima della votazione c’erano stati segnali di allarme in casa M5S. Tanto è vero che tutti i deputati pentastellati avevano ricevuto un sms sul loro telefonino in cui si invitava a “filmare” il proprio voto a scrutinio segreto per fugare ogni dubbio sulla loro trasparenza. “Dovete votare con un dito solo – era stato l’ordine del portavoce 5S Rocco Casalino – Non infilare tutta la mano nella fessura dove si trovano i tre pulsanti del sì-no-astenuto, in modo che si capisca da che parte votate e dopo aver cliccato togliere subito la mano. Se possibile, filmatevi (!)”.

Sembrava di essere in pieno vaudeville. E adesso che succede? Dal Nazareno filtra uno stop a tempo: “Accordo saltato, facciamo le amministrative e poi si deciderà sulla legge elettorale”. Di certo lo scioglimento delle camere si allontana. Conosciuto infatti l’esito della votazione, la Borsa ha iniziato a crescere intorno a mezzogiorno, quando in Parlamento ha cominciato a delinearsi l’allontanamento della prospettiva di elezioni anticipate. A fine seduta l’aumento è stato dell’1,6%, meglio di tutte le altre Borse europee.

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