Ostacoli, veri o presunti, al centro Amazon di Passo Corese

L’allaccio ad un depuratore rallenta la costruzione del maxi magazzino del gruppo di Seattle

ROMA – Sono ancora troppo cocenti le delusioni inferte dalla giunta Raggi per non far saltare i nervi dei romani al minimo ostacolo che l’amministrazione pone a nuovi progetti. Dopo le Olimpiadi 2024, cancellate; il quartier generale della Telecom nelle torri dell’Eur, disdetto; il call center di Almaviva, perso; la vecchia Fiera di Roma (e di conseguenza la nuova), svalutata; il lavoro, come ripetutamente denunciato, scappa da Roma.

In contro tendenza c’è solo il nuovo centro di distribuzione di Amazon a Passo Corese, frazione del Comune di Fara in Sabina, alle porte di Roma. L’insediamento della struttura logistica del colosso di Seattle è stato salutato solo pochi giorni fa da un coro di apprezzamenti non solo per le 1200 nuove assunzioni, ma anche per l’impatto del nuovo stabilimento “sull’intero territorio sabino e laziale, per il suo sviluppo economico, per la crescita dell’indotto, per la peculiarità di un sistema globale che si insedia nel cuore di questa area interna che, così, si apre a nuove prospettive strategiche nell’ambito della logistica e della distribuzione”.

Ottimismo troppo frettoloso? Fatto sta che, nonostante la Regione avesse dichiarato di “aver già predisposto quanto necessario a rendere la zona idonea ad ospitare l’insediamento”, l’apertura del maxi centro logistico di Passo Corese rischia di slittare rispetto alla data prevista per l’inaugurazione. Il problema sta nell’autorizzazione per l’allaccio ad un depuratore che ricade sotto il comune di Fiano Romano, che fa parte della Città metropolitana di Roma, presieduta da Raggi.

Gelo! Il timore che gesti di irresponsabilità dejà vu si possano ripetere ha fatto scattare l’allarme. E non è bastato neppure che il gruppo di Jeff Bezos rassicurasse tutti: “Amazon conferma che i lavori procedono come da programma – spiega una nota della multinazionale – così come le procedure di assunzione e che l’apertura del centro di distribuzione di Passo Corese è prevista in autunno, come annunciato al momento del lancio del progetto”.

La Regione, nel dubbio, mette le mani avanti e ricorda la recente inaugurazione della bretella di collegamento diretto della via Salaria, con la Regionale di Passo Corese, opera che consentirà al traffico in ingresso e in uscita dall’area del Consorzio per lo sviluppo industriale della provincia di Rieti di aggirare il centro abitato di Passo Corese, con evidenti benefici di viabilità. Un’opera pianificata dalla Regione Lazio nel lontano 2007, costata oltre 13,9 milioni di euro, totalmente coperti con i fondi Fas 2000-2006.

Persino Matteo Renzi è sceso in campo lanciando un appello “a Virginia Raggi, o a chiunque sia responsabile della Città Metropolitana, per evitare di far fallire un investimento da 1.200 posti di lavoro”. L’assessore alle Infrastrutture, politiche abitative ed enti locali della Regione Lazio, Fabio Refrigeri, si mostra particolarmente proattivo: “Se per un cavillo burocratico si blocca il decollo del nuovo Polo della logistica di Passo Corese, l’Amministrazione regionale esorta gli Enti competenti a compiere il necessario per la soluzione del problema”,

L’allacciamento al depuratore si farà e i 1200 dipendenti saranno assunti, ma lo scetticismo che accompagna oramai ogni atto dell’amministrazione capitolina la dice lunga sul tasso di reliability che il M5S è riuscito a conquistarsi a Roma.

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