Vaccini, non si spengono le polemiche

Le 12 vaccinazioni obbligatorie decise dal governo

ROMA – “Non avveleneremo i nostri figli” – Dopo il via libera al decreto legge sulla vaccinazione obbligatoria per iscriversi a nidi, materne e scuola dell’obbligo, oltre 130 famiglie altoatesine hanno annunciato che chiederanno “asilo” in Austria per non dover vaccinare i loro bambini. “I genitori hanno già scritto al presidente italiano Mattarella, a quello austriaco Van der Bellen, come anche al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite di Ginevra”, ha detto l’attivista no vax Reinhold Holzer. “Di certo – ha aggiunto – non avveleneremo i nostri bambini. Asilo non lo chiede solo chi scappa da una guerra, ma anche chi si vede privato dei diritti umani”.

E’ “Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale”, il titolo del decreto legge, il cui approdo è previsto per lunedì prossimo in Parlamento. I cambiamenti apportati alla norma presentata settimane fa, sembrano non accontentare i genitori “richiedenti asilo”. Il decreto legge infatti, seppur mantiene divieto di iscrizione e sanzioni per chi non è in regola con i vaccini, introduce alcuni cambiamenti quali la possibilità di presentare un’autocertificazione, che permette di iscrivere il figlio anche se non si trovano i documenti relativi alle vaccinazioni e dà loro un termine per mettersi in regola. Basterà anche presentare un documento che dimostri di avere una prenotazione all’Asl.

La causa dei genitori dissidenti è sostenuta dal M5s, con l’assessora all’Istruzione e cultura della Valle d’Aosta, Chantal Certan, che con un post su Facebook si è scagliata contro il decreto del governo sulle vaccinazioni obbligatorie, paragonandolo alle sperimentazioni del periodo nazista. Dall’altra parte l’ex premier Matteo Renzi attacca i pentastellati, che “inaffidabili per definizione”, hanno la stessa credibilità “quando parlano di legge elettorale di quando parlano di vaccini e scie chimiche”.

Dati allarmanti – Mentre la battaglia dei no-vax va avanti, il governo, sostenuto da buona parte della comunità scientifica, prosegue nell’intento di “mettere in sicurezza il sistema italiano, i nostri bambini, le persone adulte e soprattutto la collettività e quelle persone che non possono essere vaccinate che sono tante e che rischiano di dover fare una vita in isolamento”, ha affermato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin.

La risposta del governo arriva in risposta ai dati allarmanti riscontrati dal ministero della Salute, ovvero che sebbene universalmente la vaccinazione sia considerata uno strumento straordinariamente efficace e sicuro per la prevenzione delle malattie infettive, dal 2013 le coperture vaccinali mostrano un andamento in diminuzione, indicativo di una minore adesione ai programmi in atto e una minore fiducia della popolazione nei confronti di questa arma di prevenzione: si è passati, infatti, da valori di copertura vaccinale anti-polio di 96,1% nel 2011 a 93,4% nel 2015.

Decreto incostituzionale – Intanto il Coordinamento nazionale per la libertà di scelta vaccinale, composto dalle associazioni nazionali e dai gruppi locali di genitori contrari all’approccio coercitivo, ritiene che il decreto legge presenti evidenti profili di incostituzionalità. La coercizione vaccinale è ritenuta, si legge nel comunicato stampa del coordinamento, “una forzatura inaccettabile” voluta dalle case farmaceutiche, e annunciando che “ricorrerà in tutte le sedi opportune fino alla Corte di giustizia Europea per le molteplici violazioni di diritti fondamentali contenute nel decreto legge e sosterrà tutti quei genitori che vorranno avviare ricorsi ma che non hanno sufficienti risorse economiche.” Non solo in tribunale, ma anche in piazza, la mobilitazione “è appena iniziata” e proseguirà con la manifestazione nazionale dell’11 giugno a Roma con appuntamento alla Bocca della Verità.”

 

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