Roma, esplode sui media la questione dei migranti

Gli interventi di Emanuele Stolfi e Toni Muzi Falconi

E’ bastato che la sindaca di Roma, Virginia Raggi, inanellasse la sua ennesima uscita infelice che sui giornali e le televisioni italiane (e speriamo solo italiane) scoppiasse un caso. Vero è che il cambio repentino di strategia del movimento 5 stelle viene all’indomani della debacle elettorale, rivelando tutta l’inconsistenza e l’inaffidabilità delle posizioni. Bene ha fatto dunque il ministro degli Interni a mettere le cose a posto.

Meraviglia tuttavia come un fenomeno epocale come quello di flussi migratori di milioni di uomini e donne che stanno cambiando la geografia del pianeta abbia bisogno delle boutade di un’improvvisata amministratrice per guadagnare la prima pagina dei giornali.

L’importanza e la delicatezza del tema ha indotto Emanuele Stolfi e Toni Muzi Falconi ad intervenire direttamente, sollecitando l’apertura di un dibattito aperto al maggior numero di voci.

 

La Raggi specula su un problema reale che scuote le coscienze

di Emanuele Stolfi

E’ disgustoso il voltafaccia della sindaca Raggi che ha scritto al Prefetto per chiedere di stoppare il flusso di migranti in arrivo nella Capitale: “Deve tenere conto della pressione su Roma, no a nuove strutture di accoglienza”. Lei che sei mesi firmava un bando in cui chiedeva di ospitare 2.768 migranti nel triennio 2017-2019, in aggiunta ai 2.581 già arrivati nei tre anni precedenti. Lei che alzava l’asticella per accrescere i contributi comunitari (“I migranti rendono più della droga”, ricordate Salvatore Buzzi?). Lei che senza batter ciglio è la prima ad essersi adeguata al richiamo perentorio del “capo” che, il giorno dopo la scoppola elettorale, aveva tuonato: “Ora sui rom si cambia musica”.

Il ministero dell’Interno ha risposto a brutto muso al sindaco:”Sappiamo delle tensioni che circolano ma, stando alle quote concordate con l’Anci, la capitale con la sua provincia può ancora accogliere 2 mila rifugiati”.

Ma il problema non è questo. C’è un altro motivo che accresce l’indignazione per le parole di Virginia Raggi: il suo cinismo e la spudoratezza delle sue “liquide” posizioni sono tali infatti da mettere momentaneamente in stand by un sereno e aperto dibattito sul problema dei migranti nella nostra città, che pure esiste ed ha drammatiche dimensioni.

Guai a far finta che i disperati che bivaccano alla stazione Termini o a Colle Oppio siano solo un problema della Caritas, o che arrestare gli spacciatori sia compito esclusivo delle forze di polizia, o che – come dice un esponente di primo piano del mondo riformista, come Marco Minniti – il decoro urbano sia solo un orpello ottocentesco, anzichè un attualissimo concetto democratico.

La responsabilità del riscatto è generale e le forze politiche, segnatamente quelle di sinistra, non possono più “buttare la palla in tribuna”, rifugiandosi negli equilibri geopolitici dell’Africa subsahariana, o nascondendosi dietro gli appelli ecumenici di papa Francesco. Solo affrontando concretamente i problemi enormi dell’integrazione, della sicurezza e dell’equità sociale potremo tornare a parlare di solidarietà in maniera condivisa.

 

Quo usque tandem questa vergogna?

di Toni Muzi Falconi

Credo utile per noi di romacapitale.net chiarirci le idee: personalmente considero la decisione della Sindaca di bloccare l’accoglienza dei migranti intollerabile, inaccettabile, vergognosa e criminale.
Non posso né intendo negare che il problema esiste. Esiste grazie alla nostra inveterata incapacità di governare i fenomeni prima che diventino ingestibili.
La responsabilità è nostra e non dei migranti (senza dimenticare mai che centinaia di migliaia di italiani sono emigrati e continuano a farlo).
Per prima cosa abbiamo il dovere di accoglierli e che ci adoperassimo per governare i flussi con il massimo dei benefici per tutti.
Identità e culture diverse sono sempre state il sale di qualsiasi crescita e progresso. Economico, sociale e culturale.
Continuons le debat.

 

 

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