Ok allo Stadio della Roma, approvata la delibera di pubblico interesse

Applauso in aula. Pd e Fratelli d'Italia votano contro.

ROMA – “La guerra continua”, si potrebbe dire, con accenti badogliani, dello Stadio della Roma, la cui realizzazione, pur tra mille ostacoli e tranelli, continua ad avanzare. L’Assemblea Capitolina ha approvato con 28 voti favorevoli la delibera che riconosce il pubblico interesse al progetto dello stadio della Roma, così come rivisto dall’accordo stretto a febbraio scorso tra la giunta di Virginia Raggi, il club giallorosso e la società Eurnova di Luca Parnasi. Al momento del voto in Aula anche la prima cittadina.

Tra le opposizioni hanno votato contro il progetto il gruppo Pd e Fratelli d’Italia, la Lista Marchini si è astenuta mentre Forza Italia ha votato a favore. Ora il testo può essere inviato alla Regione Lazio per aprire la seconda conferenza dei servizi sul dossier.

Al termine del voto, nell’Aula Giulio Cesare, quasi vuota, hanno continuato a riecheggiare applausi e urla di gioia provenienti dal retro. E la sindaca, senza perdere tempo ha twittato con soddisfazione: “Roma avrà #UnoStadioFattoBene” e “oggi è un giorno importante per la nostra città. Hanno vinto i cittadini. Abbiamo rivoluzionato il vecchio progetto dello stadio migliorandolo nell’interesse dei romani”.

Via il vincolo dell’ippodromo L’impianto già ieri sembrava aver compiuto un altro passo in avanti, quando  il vincolo archeologico sulla tribuna dell’ippodromo di Tor di Valle, l’area che dovrebbe far posto allo stadio dell’As Roma, è stato eliminato. Come si ricorderà, la Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio, organo del Mibact, aveva avviato la procedura di vincolo sull’impianto di Tor di Valle in quanto “struttura all’avanguardia” realizzata per le Olimpiadi del 1960 con una tribuna”esempio rilevante di struttura contemporanea”.

Per Francesco Prosperetti, l’architetto alla guida della soprintendenza romana, in realtà quel vincolo non sarebbe mai esistito o perlomeno si trattava solo “di una proposta di vincolo”, giudicata impraticabile non solo dal sopraintendente, che uscendo dalla riunione della commissione regionale chiamata ad esprimersi sulla questione ha sottolineato: “La decisione non è mia, è collegiale”.

Il vincolo alla demolizione del prezioso edificio di Julio Lafuente, avrebbe potuto costituire un ostacolo altrimenti impossibile da superare che rischiava di bloccare, o quantomeno complicare, il progetto sullo stadio di Roma, concordato con i proponenti.   Intanto il sopraintendente fa sapere che la tribuna “sarà sostituita con la ricostruzione di una sua porzione, progettata dall’architetto Paolo Desideri, alla quale viene annesso un museo che documenta gli impianti sportivi realizzati negli anni Cinquanta e Sessanta”.

Imbufalita per il decadimento del vincolo, che apre alla “distruzione di un capolavoro”, Italia nostra ha fatto sapere che ricorrerà al Tar: “L’azzeramento di questa operazione ci lascia esterrefatti. E’ possibile impugnare la decisione e noi lo faremo”.

M5s spaccato Si attende per oggi la delibera in assemblea capitolina sul pubblico interesse, con una formazione Cinquestelle ridotta, dopo la sospensione della consigliera capitolina Cristina Grancio, rea di aver criticato il progetto dello stadio, mentre probabilmente non saranno presenti neanche Gemma Guerrini, Monica Montella e Donatella Iorio.

Sul tedioso percorso dello stadio, sono ancora da superare diversi problemi, tra cui quelli della viabilità con particolare riferimento al ponte dei Congressi, e quelli per l’insediamento di impianti microeolici (su cui oggi ci sarà l’ok del M5S), che dovrebbero garantire l’aspetto “green” della struttura.

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