Al Distretto tecnologico 41,7mln per i Beni culturali della Regione Lazio

Lo strumento è quello dell’accordo di programma che prevede la realizzazione di 5 interventi finanziati dal Miur e dalla Regione Lazio.

ROMA – Con una dotazione finanziariaria di 41,7 milioni di Euro, il Miur, il Mibact e la Regione Lazio, hanno costitiuito il Distretto tecnologico per i beni e le attività culturali del Lazio (Dtc). Lo strumento è quello dell’accordo di programma che prevede la realizzazione di 5 interventi finanziati dal Miur per 21mln e dalla Regione Lazio per 20,7 mln.

1)   la creazione di un centro di eccellenza che comprende Anagrafe delle competenze e Scuola di Alta Formazione;

2)   l’impiego di piattaforme digitali per valorizzaare le opere, anche quelle non esposte;

3)   investimenti in start up o spin-off di piccole e medie imprese del settore;

4)   nuove tecnologie per migliorare la fruizione degli spettacoli dal vivo;

5)   attività di comunicazione rivolta soprattutto verso gli altri paesi.

Già dai prossimi giorni è prevista la pubblicazione del primo dei 5 Bandi pubblici che, con una dotazione di 6 mln di euro, prevede l’avvio sperimentale di un Centro di Eccellenza e Polo dell’Innovazione nel campo della formazione e della ricerca nel settore delle tecnologie dei Beni Culturali. Sarà composto dall’Anagrafe delle Competenze (Adc) e da una Scuola di Alta Formazione che dovranno permettere di individuare e sviluppare corsi e/o master ad hoc per la definizione di nuove professioni nel settore delle tecnologie dei Beni Culturali.

“L’avvio di questo distretto – afferma Nicola Zingaretti –  vuole dimostrare che si può fare, è possibile cambiare e cambiamento non significa rinuncia. Grazie a questo impegno collettivo possiamo proporre una Regione che ambiziosamente vuole contribuire alla rinascita e alla ricostruzione del Paese”.

“Questa scelta sul Lazio è una scelta per l’interesse del Paese – spiega Valeria Fedeli – . Quello della Regione è un progetto molto importante, intanto per i contenuti, cioè per la capacità di investire su una delle nostre straordinarie ricchezze, e le eccellenze del Lazio.  Mi pare questo il metodo e il merito che si dovrebbe estendere anche in tutto il Paese. Non solo si può fare, ma si fa”.

“Nei prossimi due anni nel Lazio nasceranno dei presidi culturali ad alta fruibilità dal punto di vista dell’innovazione tecnologica e della digitalizzazione del patrimonio culturale – aggiunge Massimiliano Smeriglio –  che miglioreranno la conservazione, l’offerta culturale e turistica della nostra regione”.

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