Il Piano strategico del turismo presentato al mondo

51 siti dell’Unesco, il binomio fortunato solidarietà-sicurezza, città d’arte, paesaggi, borghi, marine completano un patrimonio di bellezze senza uguali

 

ROMA – Parterre de roi stamattina alla Farnesina. Il nostro Piano strategico del turismo (PST) è stato presentato al mondo: c’era il corpo diplomatico straniero al gran completo, c’erano i rappresentanti del governo, delle regioni, degli enti preposti, della stampa estera.

Il padrone di casa, il ministro degli Esteri Angelino Alfano, dopo i saluti di rito, si è soffermato sugli aspetti economici del turismo, come driver principale del nostro sviluppo. Se oggi tutte le attività legate al settore rappresentano il 12% del prodotto interno lordo italiano e il 12,8% del totale dell’occupazione, si capisce la necessità di una grande sforzo collettivo per sostenerne con tutti i mezzi la crescita e l’ammodernamento.

Dopo vari interventi, Francesco Palumbo, direttore generale del Turismo al Mibact, ha preso la parola per illustrare il Piano, che vede “il turista al centro” della pianificazione strategica. La visione del PST è così identificata.

• Il patrimonio culturale e territoriale dell’Italia è pienamente valorizzato anche attraverso la gestione durevole e la fruizione sostenibile e innovativa dei propri territori. Gli stessi asset patrimoniali (il Museo degli Uffizi è l’esempio citato da Palumbo) sono visti non solo come straordinari attrattori di flussi turistici, ma a loro volta rappresentano eccezionali “porte di accesso” ad altre espressioni musicali, cinematografiche, letterarie.
• Il sistema turistico nazionale migliora la sua competitività, riuscendo a generare più valore aggiunto e a incrementare la quantità e la qualità dell’occupazione turistica.
• L’esperienza di viaggio in Italia è pienamente aderente alle richieste e alle aspettative del turista.
• Il sistema delle istituzioni e degli operatori del turismo è pienamente integrato. Viene favorita l’interoperabilità e sono promosse scelte e responsabilità condivise

51 siti dell’Unesco; il binomio fortunato solidarietà-sicurezza che fa del nostro Paese un raro esempio di virtuosismo politico; città d’arte, paesaggi, borghi, marine che completano lo scrigno delle bellezze, non hanno però impedito agli autori del Piano di vedere le criticità che frenano lo sviluppo del settore.

“La capacità competitiva dell’Italia – ha detto tra l’altro Palumbo – che rimane elevatissima relativamente all’attrattività delle risorse, è invece meno solida per quanto riguarda prezzi, infrastrutture e ambiente di business. Inoltre mostra difficoltà a posizionarsi rispetto ai mercati emergenti e, in generale, ai desiderata della domanda, nonostante le indagini sul posizionamento Paese in termini di “Global Reputation” ci vedano primeggiare nel binomio turismo-cultura”.

Prima delle conclusioni tratte dal ministro Franceschini, l’aneddoto narrato da Nicola Piovani nel suo intervento al convegno di stamattina – di quando lui capita casualmente a Vigevano e girovagando per le strade gli si apre davanti all’improvviso Piazza Ducale e prova un’emozione che non dimenticherà per tutta la vita – è sembrata l’immagine più seduttiva ed attraente per descrivere l’Italia “paese per viaggiatori”.

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