Limite mandati per i presidenti federali: il ddl si è arenato

La riforma del limite dei due mandati per le cariche dirigenziali è ferma. Se venisse approvata così com'è, chi oggi è in carica anche da 20 anni potrebbe farne altri 8

ROMA – Una delle riforme più discusse nel mondo della politica sportiva è quella del limite dei due mandati per le cariche dirigenziali. Se ne parla da tempo, essenzialmente per due motivi. Il primo è quasi rivoluzionario in questo paese, perché limitare i mandati di una carica elettiva è utopia in politica. Il secondo è più concreto, perché nella storia dello sport italiano si è sempre assistito e ancora si assiste al fenomeno dei presidenti in carica per decenni. Alcuni riescono perché lavorano bene e gli viene riconosciuta la capacità di aver sviluppato quello sport, altri invece approfittano della posizione per essere rieletti e poco importa se hanno guidato bene la federazione.

Della riforma se ne parla dall’inizio del nuovo millennio, quando l’allora ministro Melandri riuscì a far approvare la riforma dello sport. Ma il limite dei due mandati era fumoso, perché chiunque poteva farne di più ottenendo il 55% dei consensi. Solo la Federatletica si è auto limitata con i due mandati fissati nello statuto. Ora il Pd ci riprova rispolverando il disegno di legge presentato nel 2013, che era stato inserito nel calendario dei lavori parlamentari di giugno. Ma tra la discussione sulla legge elettorale e l’ostruzionismo parlamentare, la discussione è stata rimandata con un generico “entro l’estate”.

Ma cosa contestano principalmente le opposizioni (Lega su tutte ma anche il M5S)? Su tutto, la mancanza di retroattività dell’eventuale legge sul limite dei due mandati. In pratica se venisse approvata così com’è, chi oggi è in carica anche da 20 anni (è il caso, ad esempio, di Luciano Rossi al tiro a volo e di Sabatino Aracu al pattinaggio) potrebbe farne altri 8, ossia altri due mandati, senza nemmeno superare la soglia del 55% come recita la normativa in vigore. Un nodo sul quale le opposizioni assicurano che faranno battaglia quando si discuterà il disegno di legge.

di Federico Pasquali