Operazione antimafia, arresti e sequestri record nella Capitale

Custodia cautelare per 23 persone. Tra i locali sequestrati ci sono anche gli storici bar "Mizzica!"

ROMA – I Carabinieri del Comando Provinciale di Roma, nel corso di una operazione condotta anche con la partecipazione dei Finanzieri del Nucleo Polizia Tributaria di Roma, stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP presso il Tribunale di Roma su richiesta della locale DDA, nei confronti di 23 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di appartenere a due distinte associazioni per delinquere finalizzate all’estorsione, l’usura, il riciclaggio, l’impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, e il fraudolento trasferimento di beni o valori.

Decine le perquisizioni, tuttora in corso, e un decreto di sequestro di beni emesso dal Tribunale di Roma – Sezione Misure di Prevenzione, su richiesta della Procura della Repubblica – DDA di Roma che i Carabinieri ed i Finanzieri stanno eseguendo con il sequestro di esercizi commerciali (bar, ristoranti, pizzerie e sale slot), immobili, rapporti finanziari/bancari, auto e moto, società, quote societarie.

La maxi-operazione scaturisce da un’indagine dei Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Roma, convenzionalmente denominata “Babylonia”, riguardante due sodalizi criminali in vertiginosa crescita sul territorio capitolino, con base a Roma e Monterotondo (RM).

Una morsa malavitosa cingeva la Capitale. Da un lato il gruppo di Gaetano Vitagliano, legato al clan camorristico degli Amato-Pagano e specializzato nel traffico internazionale di droga. Secondo gli inquirenti della Direzione distrettuale antimafia Vitagliano grazie al legame con il clan ha acquisito tantissimi locali tra Roma e Milano creando società fantasma allo scopo di “ripulire” denaro.

Vitagliano – si aggiunge – utilizzava lo stesso metodo per il denaro della famiglia Siciliano: lo “ripuliva” mediante cambiali e assegni bancari emessi da imprenditori compiacenti.

L’altro gruppo criminale fa invece capo a Giuseppe Cellamare (elemento di spicco negli anni ’90 della Sacra Corona Unita ed ex collaboratore di giustizia), legato al gruppo di Vitagliano attraverso l’imprenditore Andrea Scanzani, era particolarmente attivo nella zona di Monterotondo dove ha riprodotto il sistema criminale utilizzato in Puglia e Campania.

Tra i locali sequestrati ci sono anche gli storici bar “Mizzica!”, e il locale “Macao” di via del Gazometro frequentato da molti vip della Capitale. Oltre agli arresti ci sono 26 indagati a piede libero tra cui un notaio, tre commercialisti e alcuni dipendenti di banca infedeli.

Il procuratore di Roma Giuseppe Pignatone: “Sono qui per ringraziare i carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Roma e la Guardia di Finanza. Il contrasto alla criminalità organizzata è uno dei grandi problemi della città di Roma. I risultati raggiunti sono importantissimi: da aprile i carabinieri del Comando Provinciale hanno eseguito 118 arresti sequestrando 582 kg di cocaina. La Guardia di Finanza invece solo a giugno ha eseguito 25 arresti sequestrando beni per 507 milioni di euro. Grazie al comandante Provinciale dei carabinieri Antonio De Vita”.

Il procuratore aggiunto Michele Prestipino, titolare dell’operazione, ha chiarito: “Le ricchezze vengono prodotte attraverso traffici prodotti sul territorio di Roma e provincia. Le condotte contestate agli indagati sono aggravate dal metodo mafioso. Le vittime non denunciano proprio per questo, per le intimidazioni subite. Il ruolo svolto da funzionari di banca risulta fondamentale per la commissione di questi reati”.

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