I 6 punti per far ripartire Roma

Il documento di Cgil, Cisl e Uil consegnato alle istituzioni per rilanciare la città

ROMA – Ridare centralità alla Capitale e lavorare insieme per il bene comune. Nasce soprattutto da quest’esigenza, divenuta sempre più impellente, l’iniziativa proposta da Cgil Roma e Lazio, Cisl Roma Capitale e Rieti e Uil Roma e Lazio per cercare di mettere insieme tutti i soggetti istituzionali, sociali, culturali ed economici di Roma per scuoterla dal torpore e far sì che si possa davvero ‘Ricominciare’ tutti insieme.

“Esistono urgenze non più rinviabili – commentano i segretari generali di Cgil Cisl e Uil, Michele Azzola, Paolo Terrinoni e Alberto Civica – già lo scorso anno in piena campagna elettorale avevamo invitato i candidati sindaco e le varie istituzioni a una riflessione comune per dare davvero un futuro alla Capitale d’Italia. Ripartiamo da lì, da quel 9 maggio 2016, da quelle proposte che avevamo consegnato, nero su bianco, ai candidati sindaco perché si avviasse sin da subito una collaborazione attiva che potesse produrre una capacità di amministrazione della città, lontana dalle logiche emergenziali e propensa alla pianificazione.

Pianificazione a lungo termine, partendo da un censimento delle risorse economiche disponibili, dal coinvolgimento delle parti sociali nell’elaborazione delle scelte strategiche, dal riconoscimento di problemi strutturali come mobilità e rifiuti con conseguente risoluzione. Risoluzione che implica progettualità, trasparenza, coinvolgimento attivo della Regione Lazio e del Governo per riuscire a pianificare con finanziamenti certi e dare risposte altrettanto sicure ai cittadini”.

Sei i punti fondamentali di intervento individuati dai sindacati: politiche per lo sviluppo e la legalità; riorganizzazione della macchina pubblica; politiche del welfare, disabilità e abitative; mobilità, rifiuti e riorganizzazione delle partecipate; periferie; politiche di bilancio, fiscali e tariffarie. Sei punti su cui è stato incentrato il documento redatto da Cgil Cisl e Uil e consegnato a Comune, Regione, Governo e ai vari partecipanti perché si possa agire sin da subito e in maniera concreta.

“Non servono parole e discorsi – commentano i segretari confederali – è ora di agire ed è l’ora di tutti. Perché soltanto uniti si potrà riuscire a far ripartire una Capitale nota oramai più per le sue mancanze che per le bellezze che la caratterizzano. Il fascino dei monumenti, della nostra storia si perde purtroppo nelle istantanee del degrado che abbiamo intorno, nei disservizi, nelle mancate infrastrutture. Questo non ce lo possiamo più permettere. Non se lo possono permettere Roma e i romani. Turismo e cultura siano le guide di questa rinascita che non può fare a meno di ognuno di noi. Si muove la città è uno slogan ed è un simbolo forte. E’ l’immagine di una marcia verso il cambiamento. E per cambiare è fondamentale il contributo di ogni istituzione, di ogni singolo cittadino. Ma chi non si incammina, chi non si unisce è contro il cambiamento, è contro Roma”.

“Da noi la crisi è stata molto dura e allo stato attuale ancora non vi abbiamo posto rimedio. Il paradosso è che occupati e imprese sono aumentati. Questo significa che per produrre meno siamo di più. Ci siamo spartiti la povertà. Creiamo lavoretti al di sotto di mille euro. Roma sta planando verso il basso, il sistema produttivo si sta sgretolando. E questo accade in un momento in cui paesi del terzo mondo hanno un boom produttivo. Grandi aziende abbandonano Roma e le nostre aziende diventano sempre più piccole. Roma che va male non va male sono per i romani ma anche per il Paese”. Così il presidente della Camera di Commercio di Roma Lorenzo Tagliavanti durante il convegno “Si muove la città. Ricominciamo”, organizzato da Cgil, Cisl e Uil alla presenza del sindaco di Roma, Virginia Raggi e del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

Tra i lati positivi Tagliavanti ha sottolineato che “mai nella storia di Roma c’è stata tanta gente, donne, giovani, immigrati che creano aziende. C’è una grande tenacia da parte di chi intraprende soprattutto in periferia”, polo di “grande energia dove stanno accadendo grandi cose. L’immagine di Roma non è poi così devastata”.

“Tuttavia la fuga delle aziende – ha concluso Tagliavanti – rappresenta un segnale negativo. Abbiamo perso il 14% delle società e delle s.p.a. Non abbiamo più un sistema attrattivo, tra l’altro in un momento in cui molte aziende internazionali si muovono e cercano sedi. Perdere per Roma la funzione direzionale è un colpo all’immagine della città”.

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