Emergenza incendi, le criticità dei Vigili del Fuoco

Carenza di uomini e di mezzi. Un’interpellanza del M5s

ROMA – Gli ultimi fatti di cronaca accaduti in Portogallo dove un’ampia area boschiva a Pedrógão Grande è stata coinvolta in un incendio che ha provocato 62 vittime, e gli effetti del caldo di questo inizio d’estate insieme alla prolungata siccità, hanno riportato alla ribalta l’emergenza incendi e di conseguenza le criticità del Corpo dei Vigili del Fuoco che a questa sono deputati.

Com’è noto, a seguito dell’approvazione della legge del 7 agosto 2015, il Corpo forestale dello Stato è stato incorporato nell’Arma dei Carabinieri e la lotta agli incendi boschivi, che spetta alle Regioni, è oggi un compito cui concorrono i vigili del fuoco senza però disporre di un numero sufficiente di uomini e di mezzi.

Come sottolineato da Conapo, il sindacato autonomo del Corpo, la carenza di 3 mila pompieri mette in crisi l’intero sistema di spegnimento tanto a livello aereo, quanto a terra, dal momento che l’Italia registra un vigile ogni 15 mila abitanti, rapporto molto al di sotto alla media europea, mentre l’età media degli appartenenti al Corpo sarebbe intorno ai 50 anni. Oltre a questo, molte regioni non avrebbero ancora stipulato le convenzioni che stanziano i fondi di potenziamento del servizio o lo avrebbero fatto in modo insufficiente.

Anche sul fronte dei mezzi la cose non vanno meglio: la carenza degli stessi porta infatti ad un’inadeguata capacità di risposta dei vigili del fuoco rispetto al rischio di incendi. A mancare sarebbero soprattutto autopompe, serbatoi, autoscale e autobotti, molti dei quali fuori servizio e dunque inutilizzabili.

Anche considerando la disponibilità di mezzi aerei resta problematica l’integrazione con il Corpo forestale, con un mancato sfruttamento delle risorse disponibili. Particolarmente grave sarebbe in particolare quanto registrato presso la caserma ‘Ciuffelli’ in provincia di Rieti, strategica per gli interventi nel Centro Italia, in cui gli elicotteri della Forestale sarebbero ancora negli hangar e gli spazi non sarebbero stati ancora ripartiti con l’arma dei Carabinieri. Tutto questo avviene mentre in metà degli interventi, nei casi di spegnimento dei fuochi, ci si rivolgerebbe a soggetti esterni, come la multinazionale Babcock, per l’impiego di elicotteri ed aerei Canadair.

L’onorevole penta stellato Emanuele Cozzolino, in un’interpellanza chiede al ministro dell’Interno se sia a conoscenza dei fatti esposti e quali iniziative di competenza intenda adottare in vista della prossima stagione, estiva, in cui si prospetta elevato il rischio di incendi.

Se trovi conferma l’impegno di investire sul personale oltre 20 milioni di euro nel 2017 per le assunzioni extra turn-over e di oltre 70 milioni di euro per il 2018 e quali iniziative si intendano intraprendere per risolvere le criticità rilevate e per garantire un pieno utilizzo dei mezzi e degli uomini del Corpo forestale e dello Stato.

Potrebbero interessarti anche