Crisi idrica, si valuta la chiusura dei nasoni

Il provvedimento potrebbe riguardare una parte delle fontanelle. La decisione in settimana.

ROMA – Chiudere i nasoni, le fontanelle storiche simbolo della città eterna, è l’ultima iniziativa valutata da Acea per arginare la crisi idrica che ormai da mesi ha colpito Roma, mentre si moltiplicano gli appelli e le prese di posizione per evitare la drastica decisione della municipalizzata. A sostenere l’iniziativa è il ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti, tra i primi a chiedere la regolazione dei nasoni, che ieri ha ribadito la sua posizione: “Mi sembrava un buon esempio per i cittadini”.

I tecnici della multiutility daranno una risposta al Campidoglio entro la prossima settimana, indicando quante saranno, eventualmente, le fontanelle interessate dallo stop che potrebbe durare per tutto il periodo estivo. Nei progetti c’è anche il passaggio dal flusso continuo a quello regolato, e lo stop di una parte dei nasoni nelle zone a maggiore densità di fontanelle. I tecnici della multiutility stanno studiando l’impatto e la fattibilità dell’intervento. Una risposta sul tema da parte di Acea potrebbe arrivare nei prossimi giorni.

L’ottica è quella del contrasto alla dispersione, vicina al 45%. “Abbiamo dato mandato all’Acea di intervenire sulle reti idriche che sono un colabrodo”, spiega la sindaca Virgina Raggi, che tranquillizza i cittadini capitolini: “Gli investimenti sono già integralmente coperti dalle tariffe, non ci saranno aumenti in bolletta”. E sul caso nasoni: “Stiamo facendo una verifica, ma sarà Acea a decidere. Posso dire che cerchiamo di contemperare le esigenze. Sappiamo benissimo che i nasoni sono un simbolo di Roma e consentono di trovare refrigerio, anche ai nostri amici animali”.

“Si sta negando la libertà alla sete”. “Una scelta scellerata e inadeguata – dice Rinaldo Sidoli, responsabile Verdi diritti animali – Si sta negando la libertà dalla sete. Un animale che non può bere muore. Una persona anziana che non si può rinfrescare o idratare può avere dei malori con conseguenze peggiori. La sindaca pensi a tamponare la dispersione o installi i rubinetti”.

Contro la chiusura anche l’associazione Abitanti centro storico, dove si trovano 300 dei 2400 nasoni della Capitale. “I nasoni sono un servizio sociale a tutto campo – dichiara la presidente Viviana Di Capua – Ad alcuni è stata messa anche la ciotolina per far bere i cani. I rubinetti vanno bene, la chiusura no”. “Ci sarà una proliferazione di bottigliette di plastica”, mette in guardia Piergiorgio Benvenuti, presidente del movimento Ecoitaliasolidale, al terzo giorno di sciopero della fame contro le captazioni Acea nel lago di Bracciano.

Nonostante la Regione Lazio abbia diffuso l’allerta meteo per temporali e venti forti, Acea Ato 2 ha annunciato un picco di criticità idrica nei primi 15 giorni di luglio. Ieri infatti in Regione gli assessori alle Infrastrutture Fabio Refrigeri e all’Agricoltura Carlo Hausmann hanno incontrato i rappresentanti delle Ato e dei consorzi di bonifica. Dura la posizione del presidente Nicola Zingaretti. “La Regione Lazio – dichiara – è scesa subito in campo per affrontare le conseguenze della dissennata gestione del patrimonio idrico, con sprechi e mancati investimenti. La mancanza di precipitazioni nei mesi invernali non può giustificare la vergogna di questi giorni di carenza di acqua per i cittadini di alcune zone della regione”.

Codacons contro Acea. “Le conseguenze per gli utenti sarebbero tutte negative – attacca il presidente Codacons Carlo Rienzi – La chiusura delle fontanelle, infatti, costringerebbe turisti e cittadini ad acquistare l`acqua in bar ed esercizi commerciali, con danni economici evidenti e sicure speculazioni, configurando al contempo una interruzione di pubblico servizio. Si creerebbe anche un rischio per le fontane storiche della capitale, perché molti turisti in cerca di refrigerio, non potendo più utilizzare i nasoni per rinfrescarsi, sarebbero indotti ad utilizzare l`acqua delle fontane”.

“Ma sono gli stessi numeri a dirci che una possibile chiusura delle fontanelle romane non risolverebbe il problema siccità, considerato che i nasoni rappresentano solo l`1% dello spreco di acqua a Roma, contro il 50% delle falle nelle tubature – prosegue Rienzi – Per questo invitiamo Acea ad evitare regali a commercianti ed esercenti, trovando la soluzione nel colabrodo idrico che caratterizza la gestione dell`acqua in città”.

 

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