Inchiesta Consip, si allarga la platea degli indagati

Iscritti nel registro il pm Woodcock e la giornalista Sciarelli

di Valentina Marsella

ROMA – L’inchiesta della Procura di Roma su Consip è all’ennesimo colpo di scena. L’ultimo sviluppo dell’intricata trama riguarda Henry John Woodcock, uno dei pm di Napoli protagonisti dell’avvio dell’inchiesta sugli appalti della centrale acquisti della pubblica amministrazione, sfociata ad un tratto nelle iscrizioni dell’attuale ministro dello Sport, Luca Lotti, del comandante generale dell’Arma dei carabinieri Tullio Del Sette e del comandante dei carabinieri della Legione Toscana, generale Emanuele Saltalamacchia, per rivelazione del segreto d’ufficio.

Woodcock si ritrova a sua volta indagato per la stessa ipotesi di reato. Coinvolta nel caso anche la giornalista Federica Sciarelli, amica di lunga data del magistrato. Per lei il reato configurato a piazzale Clodio è quello di concorso in rivelazione del segreto. Alla conduttrice del programma televisivo “Chi l’ha visto?”, che verrà interrogata dai pm venerdì prossimo, 30 giugno, assistita dall’avvocatessa Giorgia Papiri, è stato sequestrato il telefono cellulare.

“La diffusione della notizia dell`iscrizione nel registro degli indagati, e il riscontro mediatico che la segue, appartengono a pieno titolo all’indecente circo mediatico giudiziario che i penalisti italiani combattono da sempre. Anche se oggi colpisce chi, da tale circo, non ha mai preso le distanze”. È il commento dell’Osservatorio sull`informazione giudiziaria dell’Unione camere penali a proposito dell’iscrizione nel registro degli indagati del pm di Napoli e della giornalista Rai.

“Se c’è un segreto d’ufficio – ha commentato Antonio Di Pietro dai microfoni Radio Cusano Campus – violarlo crea un grave danno all’indagine, perchè è chiaro che l’interessato fa di tutto per far scomparire le prove e non farle emergere. Che ci sia questo tipo di reato è bene. Precisato ciò, io lì dentro ci sono stato. Quando si apre un’indagine bisogna dimostrarlo che la colpa di una eventuale fuga di notizie sia del magistrato. Sono centomila le persone che ci girano attorno a una indagine. Da quello che deve scrivere a mano sul registro a quello che deve ascoltare la telefonata”.

A dicembre, quando l’indagine sulla centrale unica acquisti della pubblica amministrazione passó per competenza da Napoli a Roma, il quotidiano diretto da Marco Travaglio pubblicò alcune carte coperte dal segreto. Gli atti di indagine di questi mesi rivelerebbero che dietro alla fuga di notizie ci sia il pm partenopeo, titolare del fascicolo fino a quel momento. Gli accertamenti al vaglio del procuratore aggiunto Paolo Ielo e del sostituto Mario Palazzi vertono infatti sulla pubblicazione il 21 dicembre scorso su “Il Fatto Quotidiano”, a firma di Marco Lillo, di un articolo sull’inchiesta napoletana su Consip e sui rapporti di alcune delle persone coinvolte con il cosiddetto Giglio magico fiorentino. L’inchiesta è stata da tempo trasferita a Roma per competenza territoriale. Il sospetto di chi indaga è che la giornalista Sciarelli sia stata il tramite per il passaggio delle informazioni dal pm partenopeo al giornalista del Fatto Quotidiano.

“Ho assoluta fiducia nei colleghi della procura di Roma e sono quindi certo che potrò chiarire la mia posizione – ha dichiarato Woodcock, al quale è stato notificato un invito a comparire per il prossimo 7 luglio – fugando ogni dubbio ed ombra sulla mia correttezza professionale e personale. Non nego, tuttavia – ha aggiunto il magistrato – di essere molto amareggiato, e che questo è per me un momento molto difficile. Posso però affermare, in piena serenità – ha concluso il pm napoletano – che la mia attività è sempre stata ispirata dal solo intento di servire la Giustizia, nel rispetto delle regole”.

“Non posso aver rivelato nulla a nessuno – è stato invece il commento della Sciarelli – semplicemente perché Woodcock non mi svela nulla delle sue inchieste, tantomeno ciò che è coperto da segreto”. Infine, il giornalista Marco Lillo, sul sito del Fatto, ha sostenuto che la Procura di Roma è incorsa in un errore, non essendo né Woodcock la sua fonte, né la Sciarelli il tramite per veicolare le informazioni segrete. Lillo ha anche chiesto di essere sentito dai magistrati inquirenti per fornire la sua versione dei fatti.

Gli atti relativi al procedimento nei confronti del pm napoletano sono stati trasmessi dalla Procura di Roma al Ministero della Giustizia, al pg della Cassazione e al Csm, che li ha secretati. Presso l’organo di autogoverno dei magistrati è già aperta una pratica in Prima Commissione per accertare se nel filone napoletano dell’inchiesta Consip, siano state commesse irregolarità. Nei prossimi giorni la Commissione, presieduta dal laico del Pd Giuseppe Fanfani e competente sui trasferimenti d’ufficio per incompatibilità ambientale e funzionale dei magistrati, si riunirà per decidere la convocazione di un primo giro di audizioni.