Pippo Marra rientra in partita?

Assegnato all’Ansa solo uno dei due lotti principali per la fornitura di servizi giornalistici alla P.A. Il ricorso dell’Adnkronos

ROMA – Doveva essere la gara del secolo quella bandita dalla Presidenza del Consiglio per la fornitura di servizi giornalistici e informativi agli organi centrali e periferici delle Amministrazioni dello Sato. Gara aperta alle agenzie di stampa di tutto il mondo e divisa in 10 lotti, il cui valore complessivo a base d’asta per l’intera durata massima dei 36 mesi ammontava a quasi 115 milioni di euro. Solo per ciascuno dei primi due lotti, i più importanti, lo Stato aveva messo in bilancio 28,1 milioni.

All’uscita del bando c’erano state polemiche a non finire, alimentate soprattutto dal timore corporativo che i colossi stranieri, come France Press, Associated Press, Dow Jones, Reuters, o Kyodo News, avrebbero potuto sbaragliare il campo delle nostre agenzie di stampa. Il ministro Lotti, titolare della delega, era stato crocifisso da tutti i media.

E invece non solo nessuna delle agenzie internazionalisi è presentata ai nastri di partenza, ma fra quelle italiane, una volta scampato il pericolo della concorrenza, è scoppiata la solita gazzarra. Aveva cominciato Il Velino ad impugnare davanti al Tar del Lazio la direttiva della Presidenza del Consiglio del 2015 sui criteri per l’acquisto di servizi informativi e giornalistici delle agenzie di stampa per le esigenze della PA.

Rigettato il ricorso del Velino, sullo stesso tavolo del Tribunale amministrativo è arrivato il ricorso più pesante dell’Agenzia Adnkronos di Pippo Marra, assistito per l’occasione dallo studio legale Lipani, con l’avv. Antonio Catricalà in testa.

Che cosa contesta l’Adn del bando di gara governativo? Sopratutto il requisito fondamentale richiesto a qualunque agenzia concorrente ai lotti 1 e 2: “Aver prodotto negli ultimi tre anni un notiziario quotidiano generale in lingua italiana per un minimo di 15 ore al giorno per almeno (!) 7 giorni la settimana e 350 giorni l’anno con almeno 1000 lanci dei quali almeno 700 relativi all’Italia”.

Non possedendo tale requisito, richiesto anche in caso di raggruppamento temporaneo di imprese, l’Adnkronos si è vista costretta a rinunciare alla partecipazione alla gara per i lotti 1 e 2 e ha fatto ricorso al Tar per invocare l’annullamento della gara stessa, previa sospensione della sua efficacia.

Aggiudicato di conseguenza il lotto 1 all’Agenzia Ansa, unica concorrente in possesso dei titoli richiesti, il secondo lotto, a cui pure l’Ansa aveva partecipato, è andato deserto dal momento che il disciplinare di gara dispone che ciascuna agenzia può aggiudicarsi un solo lotto. La situazione che ne è derivata ha sfiorato il paradosso: l’Amministrazione non ha potuto attivare il pacchetto completo dei servizi giornalistici e informativi necessari agli organi centrali e periferici della PA; la seconda agenzia di stampa italiana è stata tagliata fuori dalla gara; il Tar Lazio è chiamato a pronunciarsi sulla legittimità delle condizioni di un appalto dagli evidenti risvolti politici e amministrativi.

Così quando la Camera di Consiglio del Tar Lazio si è riunita per decidere sulla domanda cautelare proposta dall’Agenzia ricorrente per la sospensione del bando di gara, c’è stato il colpo di scena: l’Adnkronos chiede la cancellazione della sua domanda dal ruolo delle sospensive e l’Avvocatura dello Stato non si oppone.

Che è successo in quei pochi giorni? Qui si entra nel campo delle ipotesi. La Presidenza del Consiglio ha interesse, per non dire l’obbligo di completare il piano dei servizi giornalistici alla PA. Le agenzie di stampa a loro volta spingono per allargare le maglie di una rete d’ingresso obiettivamente troppo strette.

Che questa convergenza d’interessi renda facile la via d’uscita dall’impasse, non è affatto detto. Così come non è da escludere che una volta modificato il bando non si dia la stura ad altre impugnative. Conviene quindi per il momento attenersi al presente e accontentarsi di un campo dei partenti che recupera uno dei concorrenti che si era autoescluso.

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