Anche il neo prefetto del Sant’Uffizio accusato di negligenza

Dopo i casi Pell e Muller, pure l’arcivescovo Ladaria scivola su casi di pedofilia

ROMA – Nel giro di poche ore “pedofilopoli” continua a mietere vittime in Vaticano. Dopo i casi clamorosi del cardinale Pell, incriminato dalla magistratura australiana, e la defenestrazione del cardinale Muller dalla prefettura della Congregazione per la dottrina della fede per la “tiepida” gestione dei casi di abusi sottoposti al suo giudizio, ora addirittura il nuovo prefetto dell’ex Sant’Uffizio, il gesuita spagnolo Luis Francisco Ladaria Ferrer appena nominato da papa Francesco è accusato di non aver denunciato adeguatamente un caso grave di abusi su minori.

I fatti, ricostruiti su Repubblica dai giornalisti Emiliano Fittipaldi e Giuliano Foschini, si riferiscono alla decisione presa cinque anni fa dallo stesso arcivescovo Lataria di non denunciare per abusi sessuali un prete pedofilo, Gianni Trotta, ridotto sì allo stato laicale, ma che “grazie all’acquiescenza del Vaticano e della curia locale, ha continuato indisturbato a violentare minorenni. Dopo essere stato infatti costretto a lasciare la tonaca, è diventato allenatore di una squadra di calcio giovanile e in due anni ha molestato una decina di bambini vicino a Foggia”.

L’inflessibile epurazione di Papa Francesco dunque vacilla e resuscita qualche dubbio anche riguardo ad alcune sue recenti decisioni. In particolare sul mancato rinnovo del mandato al cardinale Muller, negli ambienti tradizionalisti vicini al porporato in tanti si sono affrettati a spiegare il licenziamento con le posizioni abbastanza fredde del cardinale alle aperture di Francesco ai divorziati risposati.

D’altronde che le motivazioni trapelate nei corridoi ovattati del Sacro Collegio circa la discutibile gestione della Congregazione fossero almeno in parte strumentali, a dirlo era stato una settimana fa il quotidiano argentino Clarín, solitamente informatissimo sulla fenomenologia francescana: il Papa in realtà desiderava liberarsi del “pesante condizionamento” del cardinale Muller, per “aprire la strada della seconda parte del suo pontificato”.

L’osservazione è troppo generica per dare corpo ad un ipotetico disegno “eversivo”. Sta di fatto che talvolta accade che chi di pedofilia ferisce può di pedofilia perire.

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