L’Istituto Luce acquista Cinecittà Studios

La città del cinema torna sotto la gestione pubblica. A vendere è Italia Entertainment Group, di Luigi Abete, Diego Della Valle e Aurelio De Laurentis

ROMA – L’annuncio era nell’aria. Erano mesi che si parlava di una “ripublicizzazione” dei grandi studi di via Tuscolana. A dichiararlo era stato ad aprile scorso lo stesso ministro del Mibac, Dario Franceschini che, rispondendo ad una nostra domanda aveva dichiarato: “Non e’ un’indiscrezione, c’è un emendamento approvato nel Milleproroghe che consente che Cinecittà possa eventualmente tornare interamente pubblica. Anche, in prospettiva, con il coinvolgimento della Rai”.

E ieri c’è stata la firma del contratto con cui l’Istituto Luce-Cinecittà ha acquistato il ramo d’azienda Cinecittà Studios da Italia Entertainment Group, di Luigi Abete, Diego Della Valle e Aurelio De Laurentis che l’aveva rilevata cinque anni fa.

Ma il progetto dei tre imprenditori per il rilancio della “fabbrica romana del cinema”, come l’aveva definita il regista Ettore Scola, non è mai decollato. Dopo vari tentativi, tutti falliti o contestati, i bilanci di Cinecittà Studios avevano cominciato a fare acqua. Nel 2012 i conti si erano chiusi in rosso per 5,6 milioni, seguiti due anni dopo da un buco di 11,4 milioni della capo gruppo e da 1,5 milioni nel 2015. la conclusione era scontata.

Con l’accordo di ieri lo storico complesso romano e le sue attività di produzione cinematografica tornano sotto la gestione pubblica. Prende così il via il progetto di sviluppo e rilancio, che il presidente e amministratore delegato Roberto Cicutto, e il Consiglio di Amministrazione dell’Istituto Luce-Cinecittà hanno presentato al ministro della cultura e turismo Franceschini e all’approvazione del socio unico, il ministero dell’Economia.

Un risultato, fa notare l’Istituto Luce, che arriva dopo il riconoscimento di Roma Città Creativa per il Cinema da parte dell’ Unesco e frutto della collaborazione del cinema pubblico con gli autori, gli imprenditori e le principali istituzioni del settore. Mentre l’auspicio, viene sottolineato, è che “in tempi brevi possa concorrere al maggior sviluppo del sito di Cinecittà” anche la Rai con le sue Teche.

Con l’acquisizione di Cinecittà Studios, Istituto Luce Cinecittà assume la gestione dei teatri di posa di Via Tuscolana, con le realizzazioni scenografiche, la produzione esecutiva e una varietà di servizi essenziali alla realizzazione di opere audiovisive filmiche, televisive, seriali e allo sviluppo dei nuovi media.

Verranno gestite da Luce-Cinecittà anche le attività della Digital Factory, il polo digitale degli Studios, dalla post-produzione al restauro delle opere fino alla conservazione delle opere di produzioni terze. Ma anche tutte le attività che fanno capo all’Entertainment, dalle mostre agli eventi, le visite turistiche, il merchandising. Il progetto, viene ricordato, si inserisce nel quadro della nuova Legge Cinema e nel piano industriale è prevista anche la costruzione di almeno due nuovi grandi teatri di posa di 3 mila metri quadri ciascuno pensati per soddisfare le richieste delle grandi produzioni.

Sono tre gli assi strategici del piano di rilancio:

  • La valorizzazione culturale degli spazi, dal nuovo museo alla formazione per i mestieri del cinema, ma anche un sorta di erasmus realizzato insieme al Centro sperimentale di cinematografia con scambi e residenze internazionali e un’area di Nuova Editoria digitale dedicata alla storia del cinema e all’approfondimento sui linguaggi audiovisivi;
  • I servizi per le produzioni audiovisive, dalla gestione dei teatri di posa alle costruzioni scenografiche, dalla produzione esecutiva alla post-produzione, con una attenzione particolare a quelle che la Legge cinema definisce ‘film difficili;
  • Le attivita’ complementari per lo sviluppo, dalla realizzazione di un “Hub della creatività” allo studio e sviluppo dei nuovi linguaggi, (non manca un focus sui videogiochi), l’organizzazione di eventi, la gestione commerciale degli spazi, e la valorizzazione del marchio Cinecittà. Obiettivo,conclude la nota, la creazione di “un vero e proprio centro dell’audiovisivo, punto di riferimento e di competenza a livello nazionale ed estero. Un generatore di lavoro, ricchezza e occupazione, volano per la crescita di tutta l’industria audiovisiva italiana”.

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