Dal Csm le linee guida per una giustizia più efficiente

I maggiori ritardi nei processi registrati nella fase del ricorso in appello

ROMA – Il Consiglio superiore della magistratura mette a punto una serie di linee guida sul cosiddetto “filtro” di ammissibilità in Appello e sulla sinteticità degli atti. È stata infatti approvata all’unanimità la delibera della Settima Commissione sull’esame preliminare delle impugnazioni e le modalità stilistiche di redazione dei provvedimenti: si tratta di nuovi strumenti organizzativi per migliorare l’efficienza degli uffici giudiziari e garantire il principio costituzionale della ragionevole durata dei processi. Il presidente della Settima Commissione Claudio Galoppi (togato di Magistratura Indipendente) ha parlato infatti di “un apporto operativo per rendere la giustizia italiana più efficiente, più moderna e più adeguata alle esigenze di celerità e qualità che i cittadini ci rappresentano”.

L’esigenza di queste linee guida nasce, ha sottolineato Galoppi “dall’esame dei dati statistici sulla durata dei processi in Italia, da cui emerge come la fase in cui si accumulano maggiori ritardi sia quella dell’impugnazione in appello che determina un effetto frenante sulla quantità dei procedimenti definiti e sui loro tempi di conclusione”. Da qui la volontà del Csm di elaborare delle direttive di carattere generale, partendo dalle esperienze positive maturate in alcune Corti d’appello, sulle impugnazioni introduttive del giudizio di secondo grado, sia nel processo penale che civile, per diffondere in tutte gli uffici i migliori strumenti organizzativi per una più celere ed efficace risposta di giustizia, nonché favorire buone prassi nella stesura degli atti, coniugando sinteticità e completezza.

Il vicepresidente Giovanni Legnini ha sottolineato che “si tratta di linee guida che si fanno carico di diffuse istanze di chiarezza e speditezza. Con questo atto di soft law, il Consiglio compie un nuovo deciso atto che arricchisce lo proprio sforzo riformatore”. La delibera divide le Corti a seconda delle dimensioni, con la creazione di un Ufficio “spoglio” dedicato che svolga la funzione di “filtro” di ammissibilità, per l’attenta valutazione di eventuali profili di inammissibilità. Le linee guida saranno presentate il 20 e 21 luglio prossimi alla magistratura, al mondo dell’avvocatura e dell’accademia in occasione di un seminario organizzato dalla Commissione.

“È una deliberazione importante – ha detto il vicepresidente della Settima Commissione, Renato Balduzzi, membro laico del Consiglio – che intende rimediare al sovraccarico disfunzionale e opportunistico che grava sugli uffici giudiziari condizionando anche la durata ragionevole dei processi. Non sono soltanto buoni auspici, ma sono orientamenti che lo stesso Csm, in sede di valutazione di professionalità e di selezione dei dirigenti degli uffici, saprà gradualmente valorizzare”.

di Valentina Marsella

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