Cittadini di Serie A: una ventata di ottimismo da L’Aquila?

Le disuguaglianze oggi nel mondo, i servizi sanitari, le esperienze civili ed economiche nella terra dei fuochi, gli investimenti per la cooperazione allo sviluppo, al centro del dibattito

ROMA – La seconda edizione del Festival Nazionale della Partecipazione a L’Aquila (http://bit.ly/28IUeAZ ) si è conclusa ieri, domenica 9 luglio. Le tre Ong (Action Aid, Cittadinanza Attiva e Slow Food) – che con il manifesto Italia Sveglia (http://bit.ly/2u6DxJh) si sono proditoriamente impegnate a organizzarlo per un decennio consecutivo – paiono soddisfatte del risultato di quest’anno, pur in presenza di un imprevisto ribaltone di maggioranza in Comune dove una giunta di centro sinistra è stata, nello stupore generale, sostituita da una compagine guidata da un giovane Sindaco proveniente da Casa Pound e legato alla Meloni. Fra le oltre 70 relazioni, discussioni, tavole rotonde, eventi ne abbiamo selezionato qualcuna per dare al lettore l’idea delle qualità complessiva dell’evento

Ieri sera, prima dell’en plein del concerto di Elio e le Storie Tese, Fabrizio Barca, componente del comitato scientifico, ha tenuto una affollatissima lectio di 120 minuti all’Auditorium Renzo Piano dedicato al tema delle disuguaglianze oggi nel mondo (http://bit.ly/2uFoIKr). Giovanissimi, adulti e maturi hanno seguito un assai complesso ragionamento che in sostanza ha spiegato come le disuguaglianze economiche, sociali e normative (in Europa soprattutto) sono motivate da ragioni assai diverse da quelle comunemente indicate (globalizzazione etc..) e che, in particolare, l’Unione Europea ha già messo in opera una adeguata infrastruttura istituzionale per affrontare con efficacia la questione, se solo i Paesi membri fossero: a) consapevoli; b) impegnati ad attuarne le implicazioni.

Intorno a questa nota di ottimismo si inseriscono altre note rilevanti del Festival: così, sempre a proposito di disuguaglianze, la stimolante discussione sulla salute degli Italiani e l’impegno pubblico da parte di una inedita e ampia coalizione di interessi (economici, sociali, istituzionali) a vincolare le prossime elezioni politiche ad impegni espliciti dei candidati all’approvazione immediata di una modifica costituzionale che obblighi, nell’erogazione dei servizi sanitari, Stato e Regioni all’applicazione del principio di sussidiarietà con l’effetto di avvicinare qualità e costi delle prestazioni sanitarie per i cittadini, indipendentemente dalla loro residenza, riducendo sostanzialmente l’abnorme fenomeno del ‘turismo sanitario’.

Così anche una emozionante rendicontazione di alcuni protagonisti di riabilitazione civile, economica e culturale realizzate da operatori sociali e imprenditori nella terra dei fuochi e della camorra che, sorprendentemente, esplicitavano che “il problema non è l’assenza dello Stato. Il problema è l’assenza dei cittadini”, dimostrando che dove questi ultimi si palesano a sostegno della legalità, sia pure con difficoltà e sofferenze immani, i problemi si possono risolvere.

Il filone dell’ottimismo si è visto anche nel ricco dibattito intorno alle esperienze sul territorio intorno al riuso da parte di cittadini organizzati di beni pubblici in disuso in base alla legge che obbliga le istituzioni a mettere tali beni a disposizione delle associazioni volontarie. Dalla Sicilia al Trentino, passando per la Calabria, il Lazio, l’Emilia e la Liguria sono state illustrati casi e progetti di alta creatività e di successo nella ricostruzione di legami e relazioni fra abitanti e territorio.

Infine ‘Verso Casa: il post digitale nel design del territorio’ si è svolto domenica mattina alle 11 è stato preceduto da un appello sui social di ieri, firmato dai relatori, che suona così: I CITTADINI DI SERIE A ….. NUN CE VONNO STA’

Scaricare sui migranti l’incapacità italiana ad essere partner europeo rispettato, raggiunge in queste ultime ore il più basso livello di almeno un trentennio di politiche scarsamente attente alla reale integrazione.

La situazione emergenziale non ha mai lasciato il posto ad alcun protocollo che preveda aiuti concreti da parte dell’Europa, rinviando il maggior onere del soccorso alle ONG e a quel capitale sociale e relazionale italiano che fin troppo spesso raccoglie sfide che il Governo non sa, o non è in grado di sostenere.

Chiediamo agli amici che dirigono il Festival della Partecipazione (Action Aid, Cittadinanza Attiva, Slow Food) di aiutare a moltiplicare in queste ore le pressioni di quei ‘Cittadini di Serie A’ che sono all’Aquila oggi e domani – sul sistema dei media e su quello delle politiche pubbliche – affinché le recenti invocazioni al ‘numero chiuso’ siano considerate ‘voci dal sen fuggite’, dimenticate, e però rendendo finalmente operativi quegli investimenti per la cooperazione allo sviluppo, produttivi di lavoro in Paesi che oggi sono solo esportatori di mano d’opera disperata.

di Massimo Alesii, Letizia di Tommaso, Giangi Milesi, Toni Muzi Falconi, Giulia Pigliucci

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