Commercio internazionale, dalla Russia con interesse

Nell’analisi del Sottosegretario allo sviluppo economico le prospettive di sviluppo dell’interscambio

ROMA – Il commercio internazionale continua ad essere al centro del confronto politico tra le nazioni. Minacciato dagli interessi particolari e dai protezionismi sempre in agguato, il libero scambio delle merci, tutelato non senza affanni dal Wto, costituisce l’architrave della globalizzazione che, piaccia o no, ha cambiato la geografia politica ed economica del mondo.

Nel nostro paese il soggetto più dinamico sul piano istituzionale è senza dubbio il ministero dello Sviluppo Economico, protagonista di una serie di incontri, missioni, accordi, ormai riconosciuti ed apprezzati a livello internazionale. Abbiamo perciò chiesto al Sottosegretario al Mise, Ivan Scalfarotto, di illustrarci gli ultimi, più significativi sviluppi della nostra politica di settore nei riguardi dei principali partner commerciali.

In particolare si continua a discutere a livello internazionale sulla spinosa questione delle sanzioni economiche alla Russia. E’ possibile, secondo lei, azzardare un pronostico di soluzione a breve-medio termine, o siamo ancora in alto mare?

Le sanzioni costituiscono uno strumento politico e non una politica in sé. Ciò significa che la loro adozione è subordinata ad uno scopo, quello di ristabilire una interlocuzione positiva con Mosca di cui non abbiamo condiviso scelte politiche in contrasto con norme e principi di diritto internazionale. La loro durata è legata all’attuazione degli Accordi di Minsk. Solamente il costruttivo impegno verso tale obiettivo consentirà di aprire la strada ad una revisione del regime sanzionatorio. Indubbiamente, auspichiamo che questo momento possa giungere presto, portando con sé nuove opportunità per le economie e le imprese dei nostri due Paesi.

Energia, vede la possibilità di ulteriori sviluppi in questo settore strategico, dopo i successi dell’Enel?

La Strategia Energetica Nazionale in corso di elaborazione assegna grande importanza alle partnership e agli accordi di collaborazione con la Russia. Il successo di Enel Russia, che si è aggiudicata un’importante gara per l’eolico, è l’ennesima conferma di un nostro primato in termini di tecnologie e di affidabilità in campo energetico, ed in particolare nel settore delle rinnovabili. Ma dobbiamo ricordare anche i sei accordi firmati nello scorso maggio a Sochi, alla presenza del presidente Putin e del premier Gentiloni, che vedono protagoniste non solo imprese (da Eni a Tecnoclima a Fiorentini).

In merito alla dibattuta questione del gasdotto Nord Stream, pensa che la sua realizzazione possa compromettere, o quanto meno ritardare l’analogo impianto South Stream di Eni e Gazprom?

La posizione italiana in merito al progetto del gasdotto Nord Stream 2 è molto chiara: nell’ambito del mandato chiesto dalla Commissione per un accordo con la Russia per determinare la applicabilità ad esso delle regole europee il nostro Paese assumerà un atteggiamento pragmatico, ritenendo però occorra, in caso di sua realizzazione, mantenere un equilibrio dei flussi di approvvigionamento di gas anche dalle rotte da sud – est, per evitare conseguenze sui prezzi e sulla liquidità del mercato in tale regione d’Europa. Lo ha ribadito il ministro Calenda al vicepremier russo Dvorkovic, che è venuto a trovarlo lunedì scorso al Ministero dello Sviluppo Economico alla testa di una folta e qualificata delegazione.

Ci sono possibilità di nuovi investimenti in Russia per quanto riguarda l’industria manifatturiera italiana, in particolare per le nostre Pmi?

Il grande gelo del biennio 2014-2015, dovuto sia alle sanzioni che alla crisi del rublo, ha lasciato il passo ad una timida ma crescente ripresa. L’Italia è tuttora il sesto partner commerciale della Federazione russa, e nell’immenso mercato di questo Paese è percepibile una gran voglia di Italia. Non solo nella forma di un crescente interesse per il made in Italy, ma anche per il made with Italy. Penso non sia da sottovalutare quanto emerso in occasione del recente evento di presentazione delle opportunità di investimento in Russia, organizzato il 3 luglio alla Farnesina, dove è stato evidenziato che secondo cui l’Italia e le imprese italiane godono in Russia di un’elevatissima affidabilità valutata 80 in una scala 100. La reputazione è un capitale inestimabile, e credo possano beneficiarne anche le Pmi italiane.

Da parte russa sono previsti nuovi investimenti in Italia?

Nello scorso maggio, durante il colloquio con il presidente Gentiloni, il presidente Putin ha quantificato in 2 miliardi e 400 milioni di dollari gli IDE russi in Italia. Quelli italiani in Russia sono meno della metà. La mia opinione è che le due grandezze possano entrambe crescere significativamente, non solo per la reciproca convenienza delle due economie, ma anche per i radicati legami che si sono stabiliti fra Italia e Russia in settori strategici (penso ad esempio all’ampio accordo fra Eni e Rosneft). Naturalmente lavoreremo, con Ice Agenzia e con la rete della diplomazia economica, per consolidare, valorizzare e rafforzare ulteriormente il nostro partenariato bilaterale.

 

 

 

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