Qualche dubbio di legittimità sull’iperattivismo di Mauro Moretti

La sua recente nomina a vice presidente di un fondo di previdenza al centro di un’interrogazione parlamentare

ROMA – Mauro Moretti a fare il disoccupato, ancorchè di lusso, proprio non ci sta. Dopo essersi reinsediato alla testa della Fondazione Ferrovie dello Stato (che non aveva mai lasciato neppure quando era passato a guidare Finmeccanica), ora è stato nominato vicepresidente del fondo di previdenza complementare Previndai, gestito pariteticamente dai rappresentanti della Confindustria e di Federmanager.

D’altronde non ci sarebbe nulla di male se un arzillo dirigente industriale come l’ing. Moretti a soli 64 anni (il prossimo 29 ottobre) non si sentisse ancora pronto ad accompagnare i nipotini al parco. A parte l’auspicabile buongusto di prestare la propria opera gratuitamente dopo aver incassato dallo Stato 9,2 milioni di euro di buonuscita da Finmeccanica, la notizia della sua recente nomina ha destato la curiosità del senatore Maurizio Gasparri che ha rivolto un’interrogazione parlamentare a mezzo governo.

Nell’atto di controllo ispettivo infatti il parlamentare di Forza Italia ricorda che uno dei primi atti dell’ing. Moretti, appena nominato amministratore delegato e direttore generale di Finmeccanica (oggi Leonardo SpA), fu il suo richiamo a tutti i dirigenti del Gruppo per segnalare eventuali rapporti di “affinità con fornitori di prestazioni e di servizi e/o consulenti” nei confronti dei quali potessero sussistere “situazioni di conflitti d’interesse, anche potenziali”.

Il senatore Gasparri ricorda che “fino al 2016 la previdenza complementare per i dirigenti Leonardo, e precedentemente di Finmeccanica e di tutte le società del Gruppo, era gestita dalla cassa di previdenza per i dirigenti del Gruppo Finmeccanica”. Con decorrenza 1° gennaio 2016 invece “improvvisamente la gestione della previdenza complementare del Gruppo veniva tolta alla suddetta cassa di previdenza per essere assegnata al fondo pensione Previndai”.

“Il 22 maggio 2017 – puntualizza Gasparri – dopo solo 6 giorni dalla conclusione del suo mandato in Leonardo e nonostante il rigore usato per combattere i conflitti di interessi e le affinità con fornitori, l’ingegner Mauro Moretti veniva nominato vicepresidente del fondo Previndai, lo stesso fondo investito della gestione degli ingenti introiti derivanti dai versamenti periodici di Leonardo”.

Sulla base di tale coincidenza, il senatore di Forza Italia chiede ai ministri dell’Economia, dello Sviluppo economico, del Lavoro e delle Infrastrutture “se, al di là di ogni considerazione sull’etica, il decoro e la decenza personali dell’ingegner Moretti, intendano accertare la natura dei rapporti dell’ingegnere stesso con il fondo Previndai, al fine di verificare la sussistenza di eventuali profili di illiceità e illegittimità;

“Se, qualora dovessero emergere profili di tale natura, intendano chiedere all’attuale amministrazione di Leonardo SpA di promuovere le necessarie azioni di responsabilità nei confronti dell’amministrazione precedente;

“Se non ritengano di dover porre fine a questa prassi a giudizio dell’interrogante indecorosa dei ‘paracadute’ ai ‘supermanager’ di Stato per i quali al termine dei loro mandati sembra quasi esservi l’obbligo automatico di assicurare loro posizioni di rilievo in qualche consiglio di amministrazione, prassi ancora più inaccettabile in un momento in cui a tutti i cittadini vengono chiesti sacrifici e i tassi di disoccupazione sono quelli tristemente noti”.

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