Lo sciopero dei professori fa discutere

Le sessione autunnale degli studenti universitari è a rischio

ROMA – “Stiamo lavorando, e mi sto impegnando in prima persona, per lo sblocco degli scatti di stipendio ai docenti universitari. L’obiettivo non è solo individuare, nella legge di Bilancio, i punti cardine per incrementare i finanziamenti al mondo della ricerca universitaria, ma anche destinare investimenti mirati a chi opera all’interno delle università”. Lo assicura il ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, in un colloquio con la Stampa in cui definisce un “errore che si scarica sugli studenti” la volontà dei professori di bloccare le sessioni d’esame da fine agosto per contestare il blocco degli aumenti.

“Per prima cosa non è chiaro come i docenti abbiano annunciato lo sciopero con mesi di anticipo, quando esiste un tavolo di confronto aperto. Un modo di operare che non condivido”, dichiara Fedeli. Nel merito, “trovo che il blocco degli esami sia una forma di protesta impropria e impopolare, destinata a creare un forte malcontento tra l’opinione pubblica”, dice il ministro. “In questo modo ad essere danneggiati saranno gli studenti. Senza contare – osserva – che alla sessione successiva non sarà possibile perpetrare il blocco. Invito quindi i professori a trovare forme differenti per manifestare il proprio dissenso”.

Lo sciopero. “Non potrò laurearmi nella sessione autunnale a causa dello sciopero”, diversi studenti universitari si sfogano su Facebook, mentre altri invitano a tenere duro e dare una possibilità ai professori di cambiare le cose. Nonostante si tratti solo del 10% del totale, i 5.400 tra ricercatori e professori universitari di 79 atenei che hanno già aderito allo sciopero indetto per il riconoscimento degli scatti stipendiali, bloccati ormai da sei anni, mettono a rischio gli appelli autunnali. La protesta è stata avviata attraverso una lettera inviata qualche giorno fa alle istituzioni in cui si chiariscono i termini della manifestazione.

I docenti firmatari “proclamano l’astensione dallo svolgimento degli esami di profitto nelle Università italiane durante la prossima sessione autunnale dell’anno accademico 2016/2017, precisamente nel periodo compreso tra il 28 agosto e il 31 ottobre 2017”. La lettera chiede che “vengano sbloccati gli scatti stipendiali relativi al quadriennio 2011/2015, a partire dal 1° gennaio del 2015, anziché, come è attualmente, dal 1° gennaio 2016” e che lo stesso quadriennio “sia riconosciuto ai fini giuridici, con conseguenti effetti economici a partire dallo sblocco delle classi e degli scatti dal 1° gennaio 2015”.

Per quanto riguarda le modalità di sciopero descritte nella lettera, salterà per tutti il primo appello di esami per “la durata massima di 24 ore”. E ancora: “Tutti gli esami corrispondenti verranno, di conseguenza, spostati all’appello successivo, che si terrà regolarmente”. Per quelle materie che prevedono un solo appello se ne svolgerà un altro ‘straordinario’ che verrà fissato “dopo il quattordicesimo giorno dalla data del giorno dello sciopero”. E, al di fuori dei giorni dello sciopero – dal 28 agosto al 31 ottobre – verranno assicurati tutti gli esami di profitto e tutte le attività istituzionali.

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