Sì al Referendum per privatizzare Atac. Ma discutiamo anche di Carmageddon

Sta per scadere il tempo per la raccolta delle firme per la privatizzazione del tpl. Parlano i nostri esperti Pietro Spirito e Michele Mezza.

ROMA – Mentre mancano pochi giorni al termine della raccolta di firme di cittadini favorevoli alla privatizzazione del trasporto pubblico a Roma e oggi su Repubblica Emma Bonino invita tutti ad aiutare (e noi fra questi..) per raccogliere le 30 mila firma necessarie, per chi desidera guardare oltre l’interminabile e insopportabile congestione continua, conviene  dare una buona lettura a  questo articolo appena uscito sul rilevante pensatoio digitale Crunch di cui l’autore è Angus Hervey.

Ne riportiamo qui una sintesi in italiano, insieme alle opinioni dei nostri collaboratori, Michele Mezza (connettività, algoritmi e intelligenza artificiale) e Pietro Spirito (mobilità, congestione e traffico).

“La confluenza di tre onde diverse (cellulare, veicolo elettrico e intelligenza artificiale) hanno creato le condizioni per uno sconvolgimento tecnologico che cambierà in pochissimo tempo come ci spostiamo nella società contemporanea. Carmageddon is coming. (Carmageddon, lo ricordiamo, è un videogioco di guida pubblicato nel 1997 per pc, ndr).

Rispetto al cellulare sappiamo di poter avere a disposizione auto e autista via mobile. Milioni di persone lo fanno ogni giorni. Rispetto al veicolo elettrico, la sua parte davvero rivoluzionaria è la sua trasmissione. Mentre quella che usiamo oggi contengono 2000 particelle inquinanti, quella elettrica ne contiene 20. Il risparmio nella manutenzione è sostanziale e la durata nel tempo di almeno tre volte. Infine, grazie allintelligenza artificiale un computer oggi non solo distingue gli oggetti in cammino e produce mappe tridimensionali del terreno su cui muove il veicolo, ma sostituisce egregiamente il conduttore.

Nel 2011 non si parlava di autorobot, ma oggi non esiste produttore che non ne abbia annunciato l’uscita prima del 2021 e Tesla General Motors già nel 2018. Togliendo i costi umani della mobilità urbana, aumenta la sicurezza e diminuisce l’assicurazione. L’autonomia è la ‘benzina’ di questa rivoluzione. La mobilità così diventa il servizio più diffuso nelle  aree urbane. L’automobile ha rimodellato le nostre città, nel bene e nel male, durante il secolo scorso.”

 

Ora è il momento di rimodellare la mobilità anche nella Città Eterna!

Su questo tema, e su quello che gli esperti prevedono accadrà nelle nostre città in pochissimo tempo, conviene riflettere, analizzare, discutere -senza ovviamente farci prendere dalla fallace frenesia del ’nuovo incombente’- ma anche senza ignorare  che, per ciascuno di noi, ha senso proporsi di sì aiutare  il miglioramento, ma immaginando anche quello che è in arrivo.

Cosa ne dicono i nostri esperti:

Michele Mezza

Nonostante le mille discussioni di questi mesi, è davvero impressionante  trovarsi immerso in una realtà come quella di San Francisco, vera e propria sharing city, con una dominante del trasporto social, in cui ogni movimento è mediato, pianificato, profilato, e gestito da algoritmi.

Uber è il paradigma di tutto ciò, ed è davvero spettacolare vederla dispiegare la sua geometrica potenza in una città che la usa e, come sempre, si fa usare, completamente.Trovo clamoroso il suo sistema di fissazione dei prezzi delle corse che muta a secondo delle ore e delle zone: un vero fixing del piano regolatore della città.

Non sono più i taxi il bersaglio di questo fenomeno, quanto l’idea di trasporto centralizzato, come appare ancora il trasporto pubblico, che subisce l’offensiva delle forme social di spostamento.

Il vero elemento che stravolge tutto dando un torsione privatistica al tutto è il vertiginoso aumento dei costi di vita. San Francisco è ormai di gran lunga piu cara della proibitiva Manhattan è di conseguenza ogni cambiamento e diretto alle nuove metro global class che lo interpretano in senso proprietario. Questo è il ruolo e lo spazio della politica: un patto con le creative class per ridare un senso sociale alla condivisione.

 

Pietro Spirito

La differenza principale sta tra l’intelligenza artificiale e la demenza senile. Il sistema dei trasporti del futuro sarà caratterizzato da innovazione tecnologica e condivisione. Noi stiamo invece cristallizzando un modello conservatore che determina inefficienza e peggioramento nella qualità del servizio.

 

Potrebbero interessarti anche