Il pugno duro del Prefetto sullo sciopero del tpl

Non sarà più per tutta la giornata, ma soltanto per 4 ore. Flusso turistico, aumento delle temperature, incendi e concerto dei Red Hot Chili Peppers fra le motivazioni.

ROMA – Non sarà più per tutta la giornata, ma soltanto per 4 ore, nella fascia oraria 8.30-12.30, lo sciopero di giovedì 20 luglio, il terzo in un mese, proclamato dal personale del trasporto pubblico capitolino.

La riduzione oraria è stata disposta dal Prefetto di Roma, con una propria ordinanza. Nonostante nei giorni scorsi, al termine dell’incontro di mediazione, le sigle sindacali avessero confermato la propria volontà di non differire o ridurre le azioni di sciopero, nel corso della riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica alla quale ha partecipato anche l’Assessore alla Mobilità di Roma Capitale “sono state valutate le possibili ricadute, in termini di disagio per la cittadinanza, delle azioni di sciopero programmate alla luce di un complesso di fattori concomitanti – così come evidenziati, peraltro, a questa Prefettura dalla Commissione di garanzia per l’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali.

Fra le motivazioni della Commissione ricadono l’intenso flusso turistico in atto, il previsto aumento delle temperature, i frequenti incendi che, negli ultimi giorni, hanno reso necessaria anche la chiusura, per diverse ore, di importanti arterie stradali con ripercussioni negative sulla mobilità cittadina e il concerto dei Red Hot Chili Peppers, che si terrà proprio quel giorno all’Ippodromo delle Capannelle, e per il quale sono attesi circa 35mila spettatori.

La Prefettura sembra avere ascoltato le istanze del Codacons, il quale aveva definito “inaccettabile” il nuovo sciopero nel settore dei trasporti indetto a Roma per giovedì 20 luglio. “Siamo oramai all’assurdo – aveva affermato il presidente dell’associazione Carlo Rienzi – I sindacati dei lavoratori hanno proclamato una nuova giornata di protesta, la terza in meno di un mese, che finirà per paralizzare la città a creare disagi enormi agli utenti, ancora una volta ostaggi delle vertenze sindacali.”

“Questa volta però il Prefetto di Roma deve intervenire a salvaguardia della capitale, dei turisti e dei cittadini. Chiediamo in tal senso alla Prefettura di vietare lo sciopero e precettare tutti i lavoratori Atac, costringendoli a garantire il servizio agli utenti che non può essere interrotto con tale frequenza, trattandosi di un servizio pubblico indispensabile per cui i cittadini pagano abbonamenti”, conclude Rienzi.

Dura la risposta di Or.S.A. Tpl, che in un comunicato stampa parla dell’ennesimo attacco alla categoria degli autoferrotranvieri, perpetrato prima attraverso l’abolizione del R.D. 148 e con l’ordinanza del Prefetto di Roma poi, il quale “riduce il nostro sciopero di giovedì da 24 a 4 ore (dalle 8.30 alle 12.30) adducendo motivazioni pretestuose per limitare un diritto costituzionalmente garantito. In poche parole…ogni scusa è buon pur di imbavagliare il dissenso!”

Il sindacato non risparma la Commissione di Garanzia, che “anziché fungere da arbitro super partes a tutela anche dei diritti dei lavoratori si trasforma in giocatore di parte; nonché dall’assessora capitolina Linda Meleo, che dovrebbe preoccuparsi di spingere Atac, in quanto società controllata dal Comune di Roma, alla risoluzione di quelle problematiche che abbiamo avuto modo di esporle durante un incontro in Assessorato. Su tematiche come la sicurezza e la salute dei lavoratori delle metropolitane e dei mezzi di superficie non siamo disposti ad arretrare di un passo, e non ci faremo intimidire da quest’ennesimo attacco.”

 

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